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I tiratori sassaresi centrano 4 podi

I tiratori sassaresi centrano 4 podi

Tricolori di bench rest: argento per Scano e Trova, doppio bronzo per Vacca

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SASSARI. E’ un po’ la cenerentola tra le discipline del tiro a segno ma, come nella fiaba, è una disciplina che sta bruciando le tappe. Anzi, a scorrere le graduatorie dei campionati italiani, le ha bruciate quasi tutte. Parliamo del bench rest uno sport che a Sassari ha un piccolo gruppo di appassionati agguerrito e molto attivo. La conferma è arrivata ai tricolori che si sono svolti nei giorni scorsi nel poligono di Verona e che hanno visto la pattuglia dei quattro mori salire più volte sul podio. Il risultato migliore lo hanno portato a casa Roberto Scano e Salvatore Trova, entrambi argento in due categoria diverse: la “sporter rimfire” e “ligth rimfire”. Trova è stato battuto al fotofinish dal vercellese Giovanni Palumbo, Scano, che si è presentato in pedana da campione in carica, ha realizzato la bellezza di 747 punti su un totale di 750 ma ha dovuto cedere la prima posizione al toscano Alessandro Matteoli.

Molto bene hanno fatto anche atto anche gli altri sassaresi. Nello “sporter rimfire” (tiri da 25 metri con una carabina a cartucce) Giuseppe Vacca ha centrato il bronzo mentre Sandro Manis e Gabriella Caddeo si sono dovuti “accontentare” del quinto e sesto posto. Nella “sporter air” (carabina ad aria compressa) Sandro Manis ha concluso la gara al sesto posto, mentre nella “ligth rimfire” oltre al secondo posto di Salvatore Trova sono arrivati il sesto di Francesco Mura, il nono di Giuseppe Vacca, l’undicesimo di Bruno Olla, il dodicesimo di Francesco Orru e il diciassettesimo di Stefano Biancareddu.

La terza medaglia per la spedizione sarda è arrivata nella “heavy rimfire” ed è un bronzo finito al collo di Giuseppe Vacca, battuto per un’inezia da Walter Botta e Giovanni Palumbo. In classifica anche Gabriella Caddeo (quarta), Francesco Orrù (quinta), Bruno Olla (sesto), Salvatore Trova (settimo), Sandro Manis (undicesimo), Francesco Mura (tredicesimo) e Stefano Biancareddu (sedicesimo).

Le gare si sono svolte sulla distanza dei 25 metri con carabine diverse per peso e per calibro. In tutte le specialità del bench rest il tiratore è aiutato da un appoggio anteriore e da un’ottica che permette di visualizzare meglio il bersaglio. La disciplina, che nasce negli Stati Uniti per tiri a grandi distanza e con grossi calibri, in Italia è stata adattata alle dimensioni dei nostri poligoni dove si spara a 25m, 50m e 100m con il calibro 22LR, e limitatamente al 25 metri, anche con l’aria compressa. Il centro del bersaglio misura solo 2 mm. Un puntino nero che non ha mai fatto paura a Scano&c. (a.l.)

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