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Dinamo beffata all’overtime in Lituania

di Andrea Sini
Dinamo beffata all’overtime in Lituania

I sassaresi, privi di Stipcevic e Jones, risalgono da -10 a +5 ma falliscono il match point e cedono alla Juventus Utena

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Aiutati che Dio t’aiuta, perché in questo momento di certo una mano non ti arriverà né dagli arbitri né dalla dea bendata. Anzi. Ma la Dinamo si auto-aiuta soltanto a metà, ci mette parecchio del suo ed esce sconfitta dopo un supplementare per 90-85 dal campo della Juventus Utena.

Mani in testa. In Lituania i sassaresi perdono la quarta partita su cinque in Champions League e ancora una volta, come spesso accaduto in coppa, hanno parecchi motivi per recriminare. Privi di Stipcevic, rimasto a Sassari, e di Jones (neanche in panchina: infortunato, punito?), i verdi di Pasquini sono rimasti in apnea per tutta la parte centrale del match (25-20 all’11’, 65-55 al 27’, senza mai tornare sopra), per poi tornare prepotentemente in partita grazie a un break di 12-0 infilato in avvio di quarto periodo. Poi nei momenti decisivi, tra difficoltà legate ai falli, decisioni arbitrali da mani nei capelli e ingenuità da principianti, il Banco si è arreso nel supplementare dopo avere fallito il match ball.

Distratti ma solidi. Planinic parte in quintetto con Hatcher, Bamforth, Randolph, Polonara. La Dinamo prova subito a difendere in maniera aggressiva e dopo il primo allungo lituano trovano in Polonara un approdo sicuro. Mentre la Juventus perde Samenas per infortunio, l’ala marchigiana fa canestro e fa a rimbalzo, consentendo ai suoi di arrivare alla prima sirena sul +1, 19-20. L’avvio di secondo quarto però è pessimo, arrivano tre palle perse e altrettante pessime difese sul pick and roll lituano. Dal 25-20 i sassaresi iniziano a ragionare: da una difesa un po’ più solida, con Devecchi protagonista, arriva un po’ di fiducia in attacco, con le triple in serie di Tavernari, Bamforth e Hatcher che rimettono in carreggiata i sassaresi. Si procede sul filo dell’equilibrio ma la difesa subisce troppi canestri (30-28, 36-36), in aggiunta Bamforth perde palle in serie (già 4) e il problema con i lunghi si aggrava quando Polonara commette il suo terzo fallo.

In apnea. La Juventus allunga a 42-36 e a metà gara, sfruttando le distrazioni sassaresi. Al rientro in campo padroni di casa volano subito a +8 con Siksnius, la Dinamo stringe i denti e in attacco si affida totalmente a Planinic e Bamforth, ma la guardia americana alterna buone cose a errori colossali. I verdi di Pasquini fanno così il pendolo (48-44, 52-46, 56-49, 58-55), senza mai riaprire veramente la gara. Gli arbitri ci mettono del loro, Pasquini perde le staffe e si becca un fallo tecnico, che dà alla Juventus la spinta per andare a +10 (65-55 a 2’10” dalla terza sirena).

La grande rimonta. Utena si mette a zona “battezzando” Devecchi, che li punisce con due triple consecutive (68-63). La Dinamo è finalmente in partita, la difesa funziona e arrivano altre quattro triple in serie: a fare centro sono Hatcher, due volte Polonara e Bamforth: a 7’30” dalla fine la Dinamo è a +5 (70-75), con un break di 12-0. La Juventus è in difficoltà ma i sassaresi non riescono a chiuderla: dal 75 pari Bamforth allunga a +3, ma dopo un doppio antisportivo (Bamforth e Dendy), è proprio Dendy a infilare la tripla della parità (78-78), con Devecchi (dopo un paio di tiri rifiutati dai compagni) e Bikauskis che falliscono le triple della rispettiva vittoria.

La beffa. Nell’overtime le squadre restano a secco per oltre 2 minuti, la Dinamo trova punti importanti con Hatcher e Spissu ma Ireland sale in cattedra segnando 8 punti consecutivi: Planinic perde una palla pesantissima, poi Spissu è freddo dalla lunetta: a 4” dalla fine la Dinamo è a -3 (88-85), ma Devecchi e Polonara pasticciano sulla rimessa, la Juventus Utena ringrazie e chiude i conti: 90-85 e via al toto-recriminazioni.



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