Il commento
Notti magiche e sogni rubati: cacciate i colpevoli
di ANTONIO LEDÀ
Notti tragiche inseguendo un gol. A voler sdrammatizzare la colpa dei ragazzi di Ventura è tutta qui: non essere riusciti a segnare una rete - anche soltanto di carambola – nei 180 minuti, più...
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Notti tragiche inseguendo un gol. A voler sdrammatizzare la colpa dei ragazzi di Ventura è tutta qui: non essere riusciti a segnare una rete - anche soltanto di carambola – nei 180 minuti, più recupero, giocati contro la Svezia. In realtà le responsabilità degli azzurri sono più pesanti perchè l’astinenza dei bomber (gente valutata centinaia di milioni di euro) è solo l’aspetto più evidente di una crisi che coinvolge l’intero sistema del pallone italiano. Per la prima volta negli ultimi sessanta anni la nazionale resterà fuori dai Mondiali. Tavecchio e Ventura non avevano neanche preso in considerazione questa ipotesi e, anzi, ci avevano scherzato sopra parlando di “apocalisse” con la baldanza di chi, evidentemente, si considera infallibile. Così non è e undici ragazzotti svedesi arrivati a Milano col solo obiettivo di non prenderle hanno trasformato l’incubo in realtà.
Adesso che l’apocalisse è arrivata Tavecchio e Ventura dovranno spiegare ai tifosi come intendono affrontarla. In tempi diversi altri presidenti e altri allenatori hanno avuto la dignità di prendere atto delle sconfitte (inevitabili nel mondo dello sport) e farsi da parte. Questa volta i vertici del pallone sembrano meno propensi a lasciare le loro poltrone. Il presidente della Figc ha convocato per questo pomeriggio il consiglio federale ma è stato bene attento a non pronunciare neanche una volta la parola dimissioni. Il Ct è stato ancora più audace e dopo aver chiesta scusa - ma solo per il risultato - ha fatto sapere che «valuterà la sua posizione» solo dopo una «attenta riflessione». Un modo elegante per dire «non mollo». E del resto come si fa a rinunciare a un contratto da 1 milione e mezzo di euro all’anno fino al 2020 soltanto perchè Belotti e Insigne non sono riusciti a superare quell’antipatico di Olsen? E poi che sarà mai: in fordo parliamo di un gioco e i tifosi dimencheranno presto questo schiaffone. Ne hanno preso altri. Uno in più, uno in meno...
Anche i politici, ingoiata la delusione, hanno rispolverato tutti bizantinismi del politichese per dire e non dire: «Io mi sarei dimesso ma...», «bisogna rifondare il calcio, però...», «la decisione spetta a Tavecchio e Ventura». Parole a ruota libera quanto ne sarebbe servita una sola, ma forte. La stessa urlata da milioni di tifosi: chi ha sbagliato si faccia parte. Subito.
Adesso che l’apocalisse è arrivata Tavecchio e Ventura dovranno spiegare ai tifosi come intendono affrontarla. In tempi diversi altri presidenti e altri allenatori hanno avuto la dignità di prendere atto delle sconfitte (inevitabili nel mondo dello sport) e farsi da parte. Questa volta i vertici del pallone sembrano meno propensi a lasciare le loro poltrone. Il presidente della Figc ha convocato per questo pomeriggio il consiglio federale ma è stato bene attento a non pronunciare neanche una volta la parola dimissioni. Il Ct è stato ancora più audace e dopo aver chiesta scusa - ma solo per il risultato - ha fatto sapere che «valuterà la sua posizione» solo dopo una «attenta riflessione». Un modo elegante per dire «non mollo». E del resto come si fa a rinunciare a un contratto da 1 milione e mezzo di euro all’anno fino al 2020 soltanto perchè Belotti e Insigne non sono riusciti a superare quell’antipatico di Olsen? E poi che sarà mai: in fordo parliamo di un gioco e i tifosi dimencheranno presto questo schiaffone. Ne hanno preso altri. Uno in più, uno in meno...
Anche i politici, ingoiata la delusione, hanno rispolverato tutti bizantinismi del politichese per dire e non dire: «Io mi sarei dimesso ma...», «bisogna rifondare il calcio, però...», «la decisione spetta a Tavecchio e Ventura». Parole a ruota libera quanto ne sarebbe servita una sola, ma forte. La stessa urlata da milioni di tifosi: chi ha sbagliato si faccia parte. Subito.
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