Si sveglia Joao e il Cagliari decolla
di Roberto Muretto
Il brasiliano risolve la gara con l’Udinese nella ripresa: i rossoblù sono in grande crescita
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INVIATO A UDINE. E' una vittoria di rara importanza quella che il Cagliari ha colto a Udine. Tre punti meritati, neanche tanto sofferti, contro un avversario che poteva essere domato prima se i rossoblù avessero sfruttato meglio le tante situazioni favorevoli. La squadra di Lopez ha risolto la gara con Joao Pedro, abile a tradurre in... oro un'incertezza della difesa friulana. Un gol (il terzo del brasiliano) arrivato in avvio di ripresa che ha messo la sfida sul giusto binario. I rossoblù hanno tenuto il campo con determinazione, lucidità, badando al sodo. Tanta sostanza, pochi fronzoli. Insomma, lo spirito chiesto dal tecnico uruguaiano per dare continuità ai risultati e mettere distanza con la zona pericolosa della classifica. I progressi si vedono sul piano del gioco e su quello del carattere. Bisogna migliorare nella circolazione della palla quando la squadra riparte. Ma con le vittorie tutto diventa più semplice.
Sorpresa. Non c'è Diego Farias nell'undici iniziale. Lopez gli preferisce l'altro brasiliano, Joao Pedro, che affianca Pavoletti in attacco. Fantasia e forza fisica insieme per aprire la difesa friulana, statica e poco reattiva se viene presa in velocità. Il modulo è sempre lo stesso: 3-5-2, con centrocampo e difesa uguali alla gara con l'Hellas Verona. L'allenatore del Cagliari sembra aver trovato il giusto assetto tattico e più si va avanti e più le scelte sono chiare. L'Udinese risponde con il collaudato 4-3-3, tridente supportato dagli esterni di centrocampo per sfruttare le corsie con Jankto e De Paul.
Camomilla. La gara vien e giocata su ritmi molto bassi. Le due squadre osano poco, badano di più a non concedere varchi agli avversari. Il Cagliari copre bene il campo, ci mette attenzione, non si abbassa ma fa fatica nella fase di costruzione. Il problema è sempre lo stesso, le ripartenze sono lente, più volte il passaggio ritardato e la squadra di Delneri recupera le posizioni chiudendo così tutti i varchi. Poche e casuali le occasioni da una parte e dall'altra, più frutto di rimpalli che di azioni manovrate. E' il Cagliari ad andare più vicino al gol nel finale di tempo ma la girata di Pavoletti viene neutralizzata con la punta delle dita da Bizzarri. I rossoblù non approfittano di una Udinese che fa molta confusione e commette tanti errori.
Si sveglia Joao. Il clichè della ripresa è quello della prima frazione. Il Cagliari, però, diventa improvvisamente cinico quando la difesa dei friulani lascia rimbalzare in area un innocuo cross di Barella, Joao Pedro si avventa sul pallone e di testa la mette dentro. Il vantaggio dei rossoblù è meritato, non fosse altro perchè danno l'impressione di avere più "fame" degli avversari. Il gol, però, invece di dare ancora più carica ai sardi sembra una dose di sonnifero. La squadra si abbassa troppo e in pochi minuti l'Udinese costruisce quello che non era riuscita a fare in un'ora. Rafael è costretto agli straordinari.
Gestione. Il Cagliari allenta la pressione dell'Udinese ma non riesce ad affondare nei varchi che si aprono. Delneri si gioca tutte le carte facendo entrare Lasagna, Fofana e Bajic, mentre Lopez toglie lo spento Pavoletti e fa entrare Farias, arma letale in contropiede. Dentro anche Dessena per uno stanchissimo Cigarini. Il Cagliari difende con i denti e tutto quello che ha il vantaggio. L'udinese attacca più con la forza della disperazione che con lucidità. Il finale è pirotecnico: Farias sfiora il raddoppio. Bizzarri si fa espellere per un fallaccio in uscita su Faragò (l'arbitro si avvale dell'aiuto del Var e in porta ci va Samir) e dopo 10' di recupero fischia la fine. Il Cagliari coglie la seconda vittoria in trasferta, fa un bel balzo in classifica e torna a casa con una grande porzione di autostima e il morale alle stelle. A sei giorni dalla sfida con l'Inter (“Sardegna Arena” esaurita) è tanta roba.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sorpresa. Non c'è Diego Farias nell'undici iniziale. Lopez gli preferisce l'altro brasiliano, Joao Pedro, che affianca Pavoletti in attacco. Fantasia e forza fisica insieme per aprire la difesa friulana, statica e poco reattiva se viene presa in velocità. Il modulo è sempre lo stesso: 3-5-2, con centrocampo e difesa uguali alla gara con l'Hellas Verona. L'allenatore del Cagliari sembra aver trovato il giusto assetto tattico e più si va avanti e più le scelte sono chiare. L'Udinese risponde con il collaudato 4-3-3, tridente supportato dagli esterni di centrocampo per sfruttare le corsie con Jankto e De Paul.
Camomilla. La gara vien e giocata su ritmi molto bassi. Le due squadre osano poco, badano di più a non concedere varchi agli avversari. Il Cagliari copre bene il campo, ci mette attenzione, non si abbassa ma fa fatica nella fase di costruzione. Il problema è sempre lo stesso, le ripartenze sono lente, più volte il passaggio ritardato e la squadra di Delneri recupera le posizioni chiudendo così tutti i varchi. Poche e casuali le occasioni da una parte e dall'altra, più frutto di rimpalli che di azioni manovrate. E' il Cagliari ad andare più vicino al gol nel finale di tempo ma la girata di Pavoletti viene neutralizzata con la punta delle dita da Bizzarri. I rossoblù non approfittano di una Udinese che fa molta confusione e commette tanti errori.
Si sveglia Joao. Il clichè della ripresa è quello della prima frazione. Il Cagliari, però, diventa improvvisamente cinico quando la difesa dei friulani lascia rimbalzare in area un innocuo cross di Barella, Joao Pedro si avventa sul pallone e di testa la mette dentro. Il vantaggio dei rossoblù è meritato, non fosse altro perchè danno l'impressione di avere più "fame" degli avversari. Il gol, però, invece di dare ancora più carica ai sardi sembra una dose di sonnifero. La squadra si abbassa troppo e in pochi minuti l'Udinese costruisce quello che non era riuscita a fare in un'ora. Rafael è costretto agli straordinari.
Gestione. Il Cagliari allenta la pressione dell'Udinese ma non riesce ad affondare nei varchi che si aprono. Delneri si gioca tutte le carte facendo entrare Lasagna, Fofana e Bajic, mentre Lopez toglie lo spento Pavoletti e fa entrare Farias, arma letale in contropiede. Dentro anche Dessena per uno stanchissimo Cigarini. Il Cagliari difende con i denti e tutto quello che ha il vantaggio. L'udinese attacca più con la forza della disperazione che con lucidità. Il finale è pirotecnico: Farias sfiora il raddoppio. Bizzarri si fa espellere per un fallaccio in uscita su Faragò (l'arbitro si avvale dell'aiuto del Var e in porta ci va Samir) e dopo 10' di recupero fischia la fine. Il Cagliari coglie la seconda vittoria in trasferta, fa un bel balzo in classifica e torna a casa con una grande porzione di autostima e il morale alle stelle. A sei giorni dalla sfida con l'Inter (“Sardegna Arena” esaurita) è tanta roba.
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