L’Inter conquista la vetta a suon di gol
Cinque reti dei nerazzurri al Chievo e sorpasso in classifica ai danni del Napoli. Sabato c’è il superscontro in casa Juve
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MILANO. Nel giorno più triste del Milan, Luciano Spalletti conquista la vetta della classifica e l'altra metà di Milano: l'Inter si scopre bella e vincente, infligge cinque gol al Chievo, si candida prepotentemente al titolo, cresce e piace sempre di più. La Juventus, (scontro diretto sabato a Torino) è avvisata. Mattatore Perisic, per lui una tripletta, sempre in gol Icardi, difesa granitica con Skriniar che va a segno per la terza volta in questa stagione, rinasce Ranocchia così come Santon che vive la sua seconda vita calcistica. Strepitoso Candreva ma tutti superano l'esame, Joao Mario non sfigura, emerge anche Brozovic.
Ma il protagonista è sempre Spalletti che viene omaggiato dalla Curva Nord: il tecnico ha riportato uno spirito perduto, ha restituito all'Inter l'identità della grande squadra, ha dimostrato di saper tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore, è capace di far sognare i suoi tifosi mai così caldi, mai così presenti, mai così euforici. L'Inter vince e diverte, il gioco è spettacolare tanto da annientare il Chievo che la porta avversaria non l'ha quasi mai vista. I numeri parlano chiaro: 18 punti in più rispetto alla passata stagione e 6 rispetto alla 15/a giornata del 2015-2016 quando, con Mancini in panchina, i nerazzurri erano in vetta alla classifica.
All'epoca gol con il contagocce, poco gioco e tanti dubbi. Invece i nerazzurri di oggi entusiasmano, sanno lottare pallone su pallone, non si perdono mai d'animo e non concedono niente. A San Siro è una magia: applausi e standing ovation per Icardi, Candreva e Perisic.
Carezze anche per Ranocchia che proprio nello stadio di casa aveva vissuto il suo incubo peggiore. Sfiora il gol in tre occasioni, gioca bene, ritrova la fiducia e anche se stesso.
L'Inter vuole la vetta e lo fa capire subito. Senza gli squalificati Miranda e Gagliardini, con Vecino in panchina, Spalletti punta su Ranocchia, Brozovic e Joao Mario. Nel primo tempo, l'Inter va alla conclusione 13 volte, 30 totali a fine gara. Dopo neppure un giro d'orologio e primo tentativo di Perisic deviato in angolo da Dainelli. Al 23' è Perisic a sbloccare: tiro di Santon, Sorrentino respinte e sulla ribattuta si avventa il croato che, al volo, ribadisce in rete. E Al 38' il solito Icardi trova il raddoppio e il 17esimo gol in campionato: verticalizzazione di Brozovic, poi conclusione vincente dalla destra. Nella ripresa l'Inter prende il largo. Perisic firma la doppietta al 57’ mentre tre minuti dopo arriva la quaterna con Skriniar. Al 90’ il terzo gol di Perisic. La Curva Nord in delirio intona 'Salutate la capolista’.
Ma il protagonista è sempre Spalletti che viene omaggiato dalla Curva Nord: il tecnico ha riportato uno spirito perduto, ha restituito all'Inter l'identità della grande squadra, ha dimostrato di saper tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore, è capace di far sognare i suoi tifosi mai così caldi, mai così presenti, mai così euforici. L'Inter vince e diverte, il gioco è spettacolare tanto da annientare il Chievo che la porta avversaria non l'ha quasi mai vista. I numeri parlano chiaro: 18 punti in più rispetto alla passata stagione e 6 rispetto alla 15/a giornata del 2015-2016 quando, con Mancini in panchina, i nerazzurri erano in vetta alla classifica.
All'epoca gol con il contagocce, poco gioco e tanti dubbi. Invece i nerazzurri di oggi entusiasmano, sanno lottare pallone su pallone, non si perdono mai d'animo e non concedono niente. A San Siro è una magia: applausi e standing ovation per Icardi, Candreva e Perisic.
Carezze anche per Ranocchia che proprio nello stadio di casa aveva vissuto il suo incubo peggiore. Sfiora il gol in tre occasioni, gioca bene, ritrova la fiducia e anche se stesso.
L'Inter vuole la vetta e lo fa capire subito. Senza gli squalificati Miranda e Gagliardini, con Vecino in panchina, Spalletti punta su Ranocchia, Brozovic e Joao Mario. Nel primo tempo, l'Inter va alla conclusione 13 volte, 30 totali a fine gara. Dopo neppure un giro d'orologio e primo tentativo di Perisic deviato in angolo da Dainelli. Al 23' è Perisic a sbloccare: tiro di Santon, Sorrentino respinte e sulla ribattuta si avventa il croato che, al volo, ribadisce in rete. E Al 38' il solito Icardi trova il raddoppio e il 17esimo gol in campionato: verticalizzazione di Brozovic, poi conclusione vincente dalla destra. Nella ripresa l'Inter prende il largo. Perisic firma la doppietta al 57’ mentre tre minuti dopo arriva la quaterna con Skriniar. Al 90’ il terzo gol di Perisic. La Curva Nord in delirio intona 'Salutate la capolista’.
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