Basi solide e grandi idee la Dinamo non si ferma
di Andrea Sini
Il presidente Sardara scommette su coach Pasquini e su un gruppo solido «Possiamo migliorare ancora. E il nuovo palazzetto ci darà grande linfa»
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SASSARI. I risultati, la solidità societaria, il palazzetto, Pasquini, un gruppo solido e stabile. Nell’agenda di Stefano Sardara speranze e certezze per il 2018 sono rimarcate con l’evidenziatore. La Dinamo Banco di Sardegna, che guida come presidente dal 2011, è una macchina solida che si fa rispettare in Italia e gira l’Europa ormai da 6 anni. Ma per il nuovo anno, come in un’azienda, gli obiettivi sono già fissati. E, ovviamente, puntano alla crescita e al consolidamento. «Lo sport non è una scienza esatta e quando le cose non vanno bene lo paghiamo sulla nostra pelle – dice Sardara, 48 anni, imprenditore nel ramo delle assicurazioni –. Ma io sono convinto che per noi il 2018 potrà essere un anno entusiasmante sotto vari aspetti».
La nuova casa. Il 2018 potrebbe essere l’anno dell’allargamento del PalaSerradimigni, con la capienza effettiva che crescerà di 1500 unità. «Il progetto c’è, le offerte anche, il comune valuterà secondo le sue prerogative. Il resto va a cascata, ma sono assolutamente fiducioso su tutto. Non dimentichiamoci che noi siamo una delle poche realtà costrette a lasciare la gente fuori dal palazzetto».
I risultati sportivi. «Se guardo quello che siamo oggi, con una o due vittorie di ritardo dal gruppo di testa, non posso che essere soddisfatto. Anche perché – spiega Sardara – abbiamo patito infortuni pesanti, abbiamo bucato completamente una partita, con Capo d’Orlando, e ne abbiamo perso due di fila all’overtime. Insomma, siamo lì, con una squadra che sta imparando a conoscersi e sta dimostrando di avere un grande carattere. Questo gruppo ha anche margini di crescita importanti e ci farà divertire».
Le certezze. Sardara in questi mesi, anche di fronte a periodi negativi e conseguenti polemiche, ha difeso a spada tratta il coach-manager Federico Pasquini. Una scelta che conferma e rivendica fortemente. «Col passare del tempo sta venendo fuori la bontà del suo lavoro. I risultati attuali, con le possibilità di crescita di cui ho parlato, vanno valutati anche sulla base delle forze in campo. Se guardo la classifica e guardo i rispettivi budget, beh, non posso che essere soddisfatto del suo lavoro ed estremamente fiducioso».
Le scommesse. A proposito delle grosse difficoltà incontrate negli ultimi anni nella scelta dei lunghi, Sardara se la cava con una battuta. «Quest’anno non abbiamo giocato a “indovina il pivot”», dice. Ma al di là di questo, dopo tre rivoluzioni consecutive la Dinamo sembra avere finalmente costruito un gruppo solido sul quale puntare. «Alcune cose sono già scritte nero su bianco e a proposito delle nuove regole siamo in grado di farci trovare pronti. Abbiamo tre italiani da quintetto, perché Polonara non si discute, Spissu sta migliorando tanto e Devecchi non smette di stupire. Abbiamo almeno due americani importanti che potremmo riuscire a tenere, e a Cagliari stanno maturando elementi interessanti come Ebeling, Bucarelli e Rullo. È una base importante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La nuova casa. Il 2018 potrebbe essere l’anno dell’allargamento del PalaSerradimigni, con la capienza effettiva che crescerà di 1500 unità. «Il progetto c’è, le offerte anche, il comune valuterà secondo le sue prerogative. Il resto va a cascata, ma sono assolutamente fiducioso su tutto. Non dimentichiamoci che noi siamo una delle poche realtà costrette a lasciare la gente fuori dal palazzetto».
I risultati sportivi. «Se guardo quello che siamo oggi, con una o due vittorie di ritardo dal gruppo di testa, non posso che essere soddisfatto. Anche perché – spiega Sardara – abbiamo patito infortuni pesanti, abbiamo bucato completamente una partita, con Capo d’Orlando, e ne abbiamo perso due di fila all’overtime. Insomma, siamo lì, con una squadra che sta imparando a conoscersi e sta dimostrando di avere un grande carattere. Questo gruppo ha anche margini di crescita importanti e ci farà divertire».
Le certezze. Sardara in questi mesi, anche di fronte a periodi negativi e conseguenti polemiche, ha difeso a spada tratta il coach-manager Federico Pasquini. Una scelta che conferma e rivendica fortemente. «Col passare del tempo sta venendo fuori la bontà del suo lavoro. I risultati attuali, con le possibilità di crescita di cui ho parlato, vanno valutati anche sulla base delle forze in campo. Se guardo la classifica e guardo i rispettivi budget, beh, non posso che essere soddisfatto del suo lavoro ed estremamente fiducioso».
Le scommesse. A proposito delle grosse difficoltà incontrate negli ultimi anni nella scelta dei lunghi, Sardara se la cava con una battuta. «Quest’anno non abbiamo giocato a “indovina il pivot”», dice. Ma al di là di questo, dopo tre rivoluzioni consecutive la Dinamo sembra avere finalmente costruito un gruppo solido sul quale puntare. «Alcune cose sono già scritte nero su bianco e a proposito delle nuove regole siamo in grado di farci trovare pronti. Abbiamo tre italiani da quintetto, perché Polonara non si discute, Spissu sta migliorando tanto e Devecchi non smette di stupire. Abbiamo almeno due americani importanti che potremmo riuscire a tenere, e a Cagliari stanno maturando elementi interessanti come Ebeling, Bucarelli e Rullo. È una base importante».
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