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L’Atletico Uri è lanciatissimo «E vinceremo la Coppa»

L’Atletico Uri è lanciatissimo «E vinceremo la Coppa»

URI. Missione sorpasso compiuta. La vittoria contro il Sorso dà morale e rilancia la stagione dell’Atletico Uri che in un colpo solo si trova solitaria al terzo posto e ora può seriamente pensare in...

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URI. Missione sorpasso compiuta. La vittoria contro il Sorso dà morale e rilancia la stagione dell’Atletico Uri che in un colpo solo si trova solitaria al terzo posto e ora può seriamente pensare in grande.

«Vittorie così fanno bene un po’ a tutti – ha detto mister Peppone Salaris –. Alla società, ai nostri tifosi, al nostro gruppo che è cresciuto tanto. Il Sorso e un’ottima squadra ed essere riusciti a batterli è motivo di orgoglio per tutti noi».

Il terzo posto quanto è merito dell’allenatore e quanto dei giocatori?

«Nel calcio non credo che al singolo possano essere attribuiti dei meriti, i successi si costruiscono all’interno di un contesto fatto da una società seria e capace, da uno staff tecnico di alta professionalità e da giocatori seri che seguono con attenziono tutte le direttive che vengono impartite dall’allenatore. Essere terzi in classifica e aspirare a vincere la Coppa Italia è segno che l’Atletico ha valori e capacità. Sono stato fortunato ad avere trovato una società che ha creduto in me dandomi carta bianca nella gestione dei giocatori, che mi stanno ripagando rispettando con attenzione ogni insegnamento».

Nel recente passato ha allenato l’Usinese, che a detta degli esperti esprimeva il miglior calcio della Promozione. Lo stesso sta succedendo con l’Atletico in Eccellenza, qual è il segreto?

«Non penso ci siano molti segreti, ho avuto la fortuna di aver fatto calcio a certi livelli e di aver osservato e imparato tantissimo, da tutti. Con l’Uri ho un gruppo di uomini e giocatori veri che mi sanno ascoltare».

Un consiglio ai giovani?

«Umiltà, tanta umiltà e tanto lavoro, se si vuole arrivare. Faccio sempre l’esempio di Verrati e Inglese. A Pescara a inizio carriera caricavano le borse dei compagni sull’autobus, lì ho visto dei campioni, oggi quando chiedi a un ragazzino di spostare dei cinesini ti guarda male».

Franco Cuccuru

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