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«La fiammella resta accesa»

di Mario Carta

Pasquini accusa gli arbitri ma conserva l’ottimismo: «Ci restano quattro battaglie per passare il turno»

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SASSARI. Ragazzi, pur con tutte le attenuanti, dppo lo sforzo fatto con Trento, con un altro arbitraggio questa partita l’avremmo vinta. O se non altro avremmo almeno conservato il vantaggio negli scontri diretti. La sintesi del fine gara di Federico Pasquini è qui, ma il coach della Dinamo non poteva dirla così cruda. «Rischio di fare la figura del piagnone» ha esordito in sala stampa, facendo parlare i fatti: «A 1’30” dalla fine, con un possesso e mezzo di differenza, non vedo perché gli arbitri hanno deciso di chiuderla in quel momento. E’ vero che abbiamo difeso in modo modesto, ma non puoi bilanciare un tecnico dato a loro al 5’ con uno nostro, non puoi fischiare 18 falli a loro e 30 a noi. Avremmo perso lo stesso, ma la rottura di... resta. E resta la rabbia per non essercela potuta giocare in campo».

Un discorso non nuovo. Ma le proteste ufficiali per il trattamento riservato alla Dinamo dagli arbitri non sono servite: «Non siamo riusciti a farci valere, evidentemente – prosegue coach Pasquini :–. Dobbiamo diventare più forti anche di questo ma mi rammarica, mi dispiace. Siamo una società che fa tutto al meglio, con entusiasmo, vogliamo far parte di questa competizione nonostante lo spreco di energie, con il nostro pubblico corretto. E questo mentre giochiamo in posti allucinanti, in palazzetti con 200 spettatori dove non frega niente a nessuno della pallacanestro. Ora la corsa per il passaggio del turno si fa complicata. Paghiamo ancora la sconfitta con Utena».

Poi, la partita: «Non mi era mai capitato :– conclude Pasquini – che 4 giocatori mi chiedessero il cambio così presto. La battaglia con Trento ci ha tolto energie, l’abbiamo pagata. Non siamo riusciti a essere i soliti. Bravi a rimettere in piedi il match, e brava comunque Murcia, una squadra in gran forma, battuta dal Real Madrid solo all’overtime. Ma la fiammella per il passaggio del turno resta accesa, abbiamo quattro partite da vincere e facciamo la corsa sul Karsiyaka. Nessuno si arrende».



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