Vai Dinamo, è il momento dell’orgoglio
Andrea Sini
Alle 20,30 di oggi 20 gennaio a Desio i sassaresi sfidano la lanciatissima Cantù. Per uscire dal periodo nero è fondamentale una vittoria
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SASSARI. Controcorrente, contro il pronostico e anche contro la cabala. Ci sono avversari complicati da affrontare, stasera, ma al PalaDesio la Dinamo dovrà prima di tutto sconfiggere le proprie paure. Sul parquet che tre anni fa fu teatro della conquista della seconda Coppa Italia, la squadra di Federico Pasquini si troverà di fronte proprio quella Red October Cantù che sei giorni fa le ha sfilato il pass per la Final Eight della Coppa Italia nella maniera più atroce: con una tripla da 8 metri inventata a 1” dalla sirena della gara di Brindisi.
Incrocio pericoloso. Le due squadre hanno gli stessi punti in classifica (16) ma arrivano a questo confronto in condizioni opposte, per motivi facilmente intuibili. La qualificazione ottenuta in extremis ha messo le ali ai piedi della Red October, che ha vinto tre delle ultime quattro partite. Il Banco di Sardegna arriva invece all’appuntamento di apertura del girone di ritorno con un bilancio di 6 sconfitte nelle ultime 7 gare, il morale sotto i tacchi e grossi problemi a livello di roster. Cantù e Dinamo sono le squadre che fanno più canestro dell’intera serie A: 86 punti i brianzoli (la cui media in casa schizza a 91,9), 83,8 i sassaresi, che però difendono meglio: la Red October ha infatti la peggior difesa del campionato (85,6), mentre i biancoblù incassano in media 80.3 punti a partita. Simili anche le percentuali al tiro, 46,4% contro il 47%. A livello statistico, il campo di Cantù (in esilio a Desio per l’indisponibilità del Pianella) è storicamente ostile ai sassaresi, che hanno fatto il colpo soltanto in un’occasione su 13 confronti.
Oltre la paura. Dopo le sconfitte di Pesaro e Montecarlo, la Dinamo non è rientrata a Sassari come inizialmente previsto, ma è rimasta in ritiro a Desio da mercoledì a oggi. Ai problemi di organico, con l’infortunio di Rok Stipcevic e il taglio di Levi Randolph (verrà sostituito con un nuovo acquisto oppure reintegrato?) fanno sì che il roster biancoblù sia sensibilmente più corto e povero di soluzioni. A Montecarlo, non a caso, Pasquini ha fatto lievitare sino a 26 minuti il minutaggio di Jonathan Tavernari, che ha iniziato a entrare nelle rotazioni da appena tre partite. Oggi Bamforth e compagni devono lasciare da parte incertezze e sfiducia, concentrandosi sull’unico modo possibile per vincere la contesa: fare la propria partita e concentrarsi al massimo sul piano gara preparato per limitare i punti di forza di un gruppo che ha in Culpepper il principale terminale offensivo.
Pasquini dixit. «Cantù è una squadra in grande fiducia, che gioca molto bene sia in contropiede sia da metà campo. È un gruppo che ha raggiunto un ottimo equilibrio: chiaramente Culpepper è la punta ma chi fa grandi prestazioni in casa è Chappell. Dovremo stare attenti a queste due pedine, tenendo bene a mente la qualità di giocatori come Burns, Crosariol e Thomas. Anche Jaime Smith sta facendo un buon lavoro come playmaker e poi bisogna stare attenti a Salvatore Parrillo. Cantù – prosegue Pasquini – ha qualità ed è capace di distribuire bene le energie sui 40 minuti. Noi dovremo essere bravi fare un lavoro migliore a livello di transizione difensiva, perché è un aspetto su quale stiamo mancando, e dobbiamo tornare a giocare la nostra pallacanestro, fatta di palla dentro-palla fuori e ribaltamento di lato. Mi aspetto una reazione da parte della squadra, abbiamo tutti voglia di uscire fuori da questo brutto momento per cui più che gli aspetti tecnico-tattici mi aspetto di vedere una reazione dal punto di vista nervoso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Incrocio pericoloso. Le due squadre hanno gli stessi punti in classifica (16) ma arrivano a questo confronto in condizioni opposte, per motivi facilmente intuibili. La qualificazione ottenuta in extremis ha messo le ali ai piedi della Red October, che ha vinto tre delle ultime quattro partite. Il Banco di Sardegna arriva invece all’appuntamento di apertura del girone di ritorno con un bilancio di 6 sconfitte nelle ultime 7 gare, il morale sotto i tacchi e grossi problemi a livello di roster. Cantù e Dinamo sono le squadre che fanno più canestro dell’intera serie A: 86 punti i brianzoli (la cui media in casa schizza a 91,9), 83,8 i sassaresi, che però difendono meglio: la Red October ha infatti la peggior difesa del campionato (85,6), mentre i biancoblù incassano in media 80.3 punti a partita. Simili anche le percentuali al tiro, 46,4% contro il 47%. A livello statistico, il campo di Cantù (in esilio a Desio per l’indisponibilità del Pianella) è storicamente ostile ai sassaresi, che hanno fatto il colpo soltanto in un’occasione su 13 confronti.
Oltre la paura. Dopo le sconfitte di Pesaro e Montecarlo, la Dinamo non è rientrata a Sassari come inizialmente previsto, ma è rimasta in ritiro a Desio da mercoledì a oggi. Ai problemi di organico, con l’infortunio di Rok Stipcevic e il taglio di Levi Randolph (verrà sostituito con un nuovo acquisto oppure reintegrato?) fanno sì che il roster biancoblù sia sensibilmente più corto e povero di soluzioni. A Montecarlo, non a caso, Pasquini ha fatto lievitare sino a 26 minuti il minutaggio di Jonathan Tavernari, che ha iniziato a entrare nelle rotazioni da appena tre partite. Oggi Bamforth e compagni devono lasciare da parte incertezze e sfiducia, concentrandosi sull’unico modo possibile per vincere la contesa: fare la propria partita e concentrarsi al massimo sul piano gara preparato per limitare i punti di forza di un gruppo che ha in Culpepper il principale terminale offensivo.
Pasquini dixit. «Cantù è una squadra in grande fiducia, che gioca molto bene sia in contropiede sia da metà campo. È un gruppo che ha raggiunto un ottimo equilibrio: chiaramente Culpepper è la punta ma chi fa grandi prestazioni in casa è Chappell. Dovremo stare attenti a queste due pedine, tenendo bene a mente la qualità di giocatori come Burns, Crosariol e Thomas. Anche Jaime Smith sta facendo un buon lavoro come playmaker e poi bisogna stare attenti a Salvatore Parrillo. Cantù – prosegue Pasquini – ha qualità ed è capace di distribuire bene le energie sui 40 minuti. Noi dovremo essere bravi fare un lavoro migliore a livello di transizione difensiva, perché è un aspetto su quale stiamo mancando, e dobbiamo tornare a giocare la nostra pallacanestro, fatta di palla dentro-palla fuori e ribaltamento di lato. Mi aspetto una reazione da parte della squadra, abbiamo tutti voglia di uscire fuori da questo brutto momento per cui più che gli aspetti tecnico-tattici mi aspetto di vedere una reazione dal punto di vista nervoso».
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