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Adesso Crotone e Spal: Cagliari attento

di Roberto Muretto

Mese di fuoco per i rossoblù con 2 partite in casa e 4 in trasferta. Lopez punta il dito sulle ingenuità della sua squadra

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INVIATO A CAGLIARI. Forse in questo momento la classifica è meglio non guardarla. Il Cagliari prende atto che la salvezza è tutta da conquistare, tiene d’occhio chi sta alle spalle e riflette sugli errori commessi nella sfida col Milan. Un’altra sconfitta che brucia, lascia tracce pesantissime (domenica prossima a Crotone saranno assenti Joao Pedro, Pavoletti, Barella e Sau) e va analizzata con calma.

Terra di conquista. Sette le sconfitte incassate in casa su undici gare. Otto se si aggiunge quella in Coppa Italia col Pordenone. La “Sardegna Arena” doveva essere il fortino rossoblù, finora non è stato così. Guai se la squadra di Lopez non avesse vinto tre volte fuori casa, si troverebbe in un mare di guai. La metà del bottino è stato ottenuto in trasferta. Il problema sono le gare interne e non aver fatto nemmeno un punto nelle sfide con le “big” del torneo.

Mea culpa. L’analisi fatta da Diego Lopez dopo la sconfitta col Milan non fa una grinza. Soprattutto nella parte in cui punta il dito sulle ingenuità commesse dai suoi giocatori. Il Cagliari non può permettersele, lo dimostra il fatto che paga regolarmente dazio. Stringendo il discorso alla sfida con i rossoneri, sono tre gli episodi da rivedere per evitare in futuro di ripetere gli stessi errori. Il primo è il fallo (imprudente) di Ceppitelli su Kalinic spalle alla porta, ingenuità che ha ridato fiducia agli avversari.

Il secondo è l’entrata da dietro a metà campo di Barella (già ammonito e quindi espulso) su Biglia. Il centrocampista deve imparare a leggere i momenti della partita, essere meno irruento, ragionare di più. Il terzo, le proteste esagerate di Pavoletti dopo un fallo fischiato contro. Anche qui è scattato il giallo e l’attaccante era diffidato. Se a questi episodi ci aggiungiamo il fallo a gioco fermo di Joao Pedro su Chiesa, costato quattro turni di stop, la riflessione che viene da fare è questa: i problemi al Cagliari non li creano solo gli avversari.

Mese cruciale. Le prossime sei partite, di cui quattro in trasferta, diranno se il Cagliari potrà navigare verso una tranquilla salvezza, oppure dovrà sudare per raggiungere l’obiettivo. I rossoblù giocheranno lontano dalla Sardegna a Crotone, Verona (sponda Chievo), Reggio Emila (Sassuolo) e “Marassi” (col Genoa). In casa con Spal e Napoli.

Gare difficili nelle quali gli isolani dovranno mettere punti nella cassaforte. A cominciare dal match in Calabria, contro un avversario gasatissimo dopo la larga vittoria sul campo dell’Hellas Verona. Un mese di fuoco da affrontare senza condizionamenti, partendo dalle cose positive, eliminando quelle negative ma facendone tesoro e con l’aiuto dei nuovi arrivati.

Castan e Likogiannis sono abili e arruolati, mentre il transfer di Ceter arriverà in una decina di giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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