Il Cagliari si scopre più maturo e solido
di Roberto Muretto
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Leandro CastanI rossoblù hanno imparato a leggere lo sviluppo delle partite e il tecnico Diego Lopez ha molte frecce nel suo arco
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CAGLIARI. Maturità tattica e solidità. Sono i segnali più importanti (oltre il risultato) che arrivano dal Cagliari dopo la vittoria con la Spal. I rossoblù non hanno commesso l’errore di andare all’assalto dell’avversario, hanno avuto pazienza, non si sono sbilanciati, colpendo al momento giusto. Quella con gli estensi era una gara troppo importante e interpretarla nel modo sbagliato avrebbe avuto pesanti conseguenze. Ora che la classifica è stata “aggiustata”, i prossimi due impegni in trasferta (scontri diretti con Sassuolo e Chievo) possono essere affrontati con serenità.
Soluzioni. Il 3-5-2 è il vestito più bello che il Cagliari possa indossare. Esalta le caratteristiche dei singoli, ma soprattutto dà equilibrio alla squadra, la rende imprevedibile e protegge il reparto difensivo. Non aver preso gol l’altro ieri (in questa stagione è successo poche volte) è un altro segnale di una crescita costante sul piano tattico e caratteriale. Il merito? Dei giocatori sicuramente, ma anche dell’allenatore che ha saputo trasmettere alla squadra i suoi concetti di calcio senza fare stravolgimenti. Mettendo in chiaro da subito le cose: non ci sono intoccabili, gioca chi merita. Magari i musi lunghi non mancheranno ma all’esterno non trapela nulla. Anche questo è un segnale di maturità.
Il mercato. Quello di gennaio ha messo più frecce a disposizione di Diego Lopez. In difesa e in attacco c’è l’imbarazzo della scelta. Un po’ meno a centrocampo, anche se un giudizio più attendibile potrà essere dato solo quando vedremo all’opera la promessa Caligara, arrivato dalla Juventus. L’affollamento in attacco è uno stimolo in più per tutti, anche per chi come Farias (fischiatissimo dai tifosi domenica dopo la sostituzione) e Giannetti, che mezz’ora dalla chiusura delle trattative avevano la valigia in mano. Avere così tante bocche da fuoco può essere un vantaggio nella lotta per la salvezza e un ventaglio di opzioni che possono fare la differenza. Stesso discorso per la difesa, reparto che può permettersi due-tre soluzioni per ruolo. Questo grazie all’arrivo di Castan e Lykogiannis, con il secondo ancora da scoprire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Soluzioni. Il 3-5-2 è il vestito più bello che il Cagliari possa indossare. Esalta le caratteristiche dei singoli, ma soprattutto dà equilibrio alla squadra, la rende imprevedibile e protegge il reparto difensivo. Non aver preso gol l’altro ieri (in questa stagione è successo poche volte) è un altro segnale di una crescita costante sul piano tattico e caratteriale. Il merito? Dei giocatori sicuramente, ma anche dell’allenatore che ha saputo trasmettere alla squadra i suoi concetti di calcio senza fare stravolgimenti. Mettendo in chiaro da subito le cose: non ci sono intoccabili, gioca chi merita. Magari i musi lunghi non mancheranno ma all’esterno non trapela nulla. Anche questo è un segnale di maturità.
Il mercato. Quello di gennaio ha messo più frecce a disposizione di Diego Lopez. In difesa e in attacco c’è l’imbarazzo della scelta. Un po’ meno a centrocampo, anche se un giudizio più attendibile potrà essere dato solo quando vedremo all’opera la promessa Caligara, arrivato dalla Juventus. L’affollamento in attacco è uno stimolo in più per tutti, anche per chi come Farias (fischiatissimo dai tifosi domenica dopo la sostituzione) e Giannetti, che mezz’ora dalla chiusura delle trattative avevano la valigia in mano. Avere così tante bocche da fuoco può essere un vantaggio nella lotta per la salvezza e un ventaglio di opzioni che possono fare la differenza. Stesso discorso per la difesa, reparto che può permettersi due-tre soluzioni per ruolo. Questo grazie all’arrivo di Castan e Lykogiannis, con il secondo ancora da scoprire.
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