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Dessena soddisfatto: «Buon risultato»

Il capitano registra la crescita del gruppo: «In trasferta stiamo andando meglio»

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CAGLIARI. «Dobbiamo essere più incisivi sotto porta». Joao Pedro coglie l'attimo. L'auspicio della mezzala, in avvio seconda punta al fianco di Farias, è sintesi perfetta del pareggio colto dal Cagliari in Emilia. «Il Sassuolo vuole riscattarsi dopo la sconfitta contro la Juventus. Noi - precisa il numero 10 tra primo e secondo tempo - sapevamo che la partita sarebbe stata questa. Ripeto, dobbiamo essere più cattivi, creare tanto ed essere più lucidi in zona gol».

Partita sporca, di seconde palle, con un comune sentire: primo, non prenderle. Cautela e reparti corti. Finisce 0-0 e i rossoblù tengono dietro a due punti proprio il Sassuolo.

«Torniamo a casa con un gran punto. Abbiamo dato continuità ai risultati. Certo, abbiamo cercato di prenderci i tre punti, senza riuscirci» rimarca Daniele Dessena. Il mediano è stato lanciato da Lopez al 17' del secondo tempo al posto di Lykogiannis. Il greco, partito bene, ha dato segnali di affaticamento. Si è piazzato sulla corsia e l'ha presidiata. «Siamo cresciuti tanto, stiamo dando grande prova di maturità. Ci voleva anche perché abbiamo passato un periodo dove fuori casa facevamo fatica. Adesso, ci siamo compattati e i risultati stanno arrivando».

Il Cagliari vola a quota 25. quattordicesima casella. Intanto, il gruppo cresce. Ma Lopez vuole di più dai singoli. Ad esempio, Barella. Ieri, la mezzala made in Cagliari, ha costretto Consigli in corner con una palombella da centrocampo, circa 55 metri. Bel colpo. Ma la continuità è da affinare. E da play al posto di Cigarini, il numero 18 soffre.

Dessena non ha dubbi: «Barella è un giocatore importante. Nicolò è un ragazzo spensierato. Mi ricorda quand'ero ragazzino, ha una forza devastante, tiene tantissimo al Cagliari e a questa maglia, pensando solo a fare bene per la squadra. Il mercato? Non se n'è mai parlato negli spogliatoi». Barella è nel giro della nazionale. E ha le carte in regola per scenari di pregio. Ma forse, per il suo bene, del club e del calcio italiano, una big in cui affinare la maturazione, sarebbe l'ideale. «I suoi troppi cartellini? A volte servono. Per noi è - conclude Dessena - un leader, sul campo si fa rispettare».

Mario Frongia

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