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Soldato Under, Di Francesco applaude

Soldato Under, Di Francesco applaude

Il turco sempre più decisivo nella Roma e nella corsa Champions

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ROMA. Di nuovo a segno, ancora decisivo. Cengiz Under potrebbe rappresentare l'arma in più della Roma nella corsa alla qualificazione in Champions League. Il giocatore turco dopo il gol da tre punti della scorsa settimana al Bentegodi domenicaq si è ripetuto all'Olimpico fornendo a Dzeko l'assist per il vantaggio giallorosso, e poi firmando la doppietta che di fatto ha chiuso la gara. Doppietta festeggiata con un saluto militare che in patria non è passato inosservato.

Secondo i media di Ankara l'esultanza del giocatore della Roma ha un valore “nazionalista” poiché rivolta ai soldati attualmente impegnati nell'offensiva contro l'enclave curdo-siriana di Afrin. Il diretto interessato non si è espresso ma secondo Osman Askin Bak, ministro dello sport e della gioventù turco, non c'è bisogno di troppe spiegazioni. Il politico, che già dopo Verona si era complimentato con Under, ha applaudito su Twitter il gesto postandone la foto. Da parte sua, il giocatore ha postato la foto sul suo profilo twitter con un “Daje Roma” di commento, ma anche le mani giunte in preghiera e tre bandiere della Turchia.

Quanto al club, a Trigoria interessa il rendimento di Under, migliorato sensibilmente dall'arrivo a Roma nel giorno del suo ventesimo compleanno, quando lo chiamò perfino il presidente Erdogan per fargli sentire l'appoggio di tutta la nazione in questa nuova avventura. “Gengo”, come lo ha ribattezzato Di Francesco, si è preso sei mesi per ambientarsi e per scrollarsi di dosso lo scetticismo di una piazza che lo aveva già etichettato come l'ennesimo acquisto inutile e troppo oneroso per i conti del club. I quasi 15 milioni di euro versati da Monchi al Basaksehir di Istanbul per questo piccoletto (173 cm per 66 kg) sono invece visti adesso da una differente prospettiva. Merito soprattutto dell'esterno mancino che non ha mai smesso di lavorare, sul campo e fuori.

Lontano dal campo continua a studiare l'italiano per poter presto fare a meno dell'interprete che lo segue ovunque. La fiducia del tecnico - che«per la velocità di esecuzione ed il modo in cui prepara il tiro nascondendo le proprie intenzioni fino alla fine, lo ha paragonato a Montella.



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