Giochi “chiusi” per maltempo
Rivoluzionato l’intero programma dello sci. Impianti vietati, per prudenza, anche a stampa e tifosi
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PYEONGCHANG . Venti siberiani fino a 100 chilometri orari che spazzano i campi di gara e tutta la regione di Pyeongchang. Ai Giochi Olimpici invernali in Corea il maltempo continua a fare la voce grossa condizionando il programma. In particolare il calendario dello sci alpino è stato smontato e rivoluzionato: tra oggi e domani ci sarà superlavoro per discesisti e slalomisti. Una maratona, una sorta di Olimpiade condensata in 48 ore. C'è da tagliare il traguardo prima che si spegna la fiaccola olimpica, vero limite per qualsiasi gara: il limite sembra lontano, ma visto che per ora il maltempo non dà pace ai Giochi la preoccupazione - se non altro sull'affollamento delle gare - comincia a diventare palpabile.
Al Yongpyong alpine centre, dove era in programma lo slalom speciale donne, ieri il vento ha soffiato a 80 chilometri orari. Impossibile scendere in pista. La gara slitta a domani (prima manche alle 2,15 ora italiana, seconda manche alle 5.45). Pure il biathlon si è dovuto inchinare al vento: salta la 15 chilometri femminile, con Dorothea Wierer tra le favorite, che verrà recuperata oggi (alle 9.15 ora italiana), poco prima che Dominik Windisch scenda in pista nella 20 chilometri individuale (alle 12).
Yeongdeung, la dea del vento nella penisola coreana, non ha lasciato stare nemmeno la costa: al parco olimpico di Gangneung, che ospita quasi tutte le strutture per gli sport del ghiaccio, le attività sono state temporaneamente sospese «per garantire la sicurezza di tutto il personale». Il comitato organizzatore ha invitato gli spettatori a rimanere in casa e ha chiuso gli accessi al parco. Anche i Media Center allestiti nelle tensostrutture sui vari campi di gara sono state chiuse fino a quando i venti non si attenueranno. «Sono misure precauzionali – sottolineano al Pocog – in quanto la sicurezza rimane una priorità fondamentale per PyeongChang 2018».
Per oggi è previsto un miglioramento complessivo delle condizioni meteorologiche, con un aumento delle temperature ma soprattutto con un calo del vento che - secondo il servizio meteo olimpico - non supererà la velocità di 4-5 metri al secondo (massimo 20 km orari, brezza leggera) durante la giornata.
I ritardi e i coninui rinvii delle gare costringeranno gli azzurri a una maratona che non piace a nessuno. E in casa Italia, dopo aver cercato di minimizzare i maldipancia, la tensione è davvero palpabile.
Al Yongpyong alpine centre, dove era in programma lo slalom speciale donne, ieri il vento ha soffiato a 80 chilometri orari. Impossibile scendere in pista. La gara slitta a domani (prima manche alle 2,15 ora italiana, seconda manche alle 5.45). Pure il biathlon si è dovuto inchinare al vento: salta la 15 chilometri femminile, con Dorothea Wierer tra le favorite, che verrà recuperata oggi (alle 9.15 ora italiana), poco prima che Dominik Windisch scenda in pista nella 20 chilometri individuale (alle 12).
Yeongdeung, la dea del vento nella penisola coreana, non ha lasciato stare nemmeno la costa: al parco olimpico di Gangneung, che ospita quasi tutte le strutture per gli sport del ghiaccio, le attività sono state temporaneamente sospese «per garantire la sicurezza di tutto il personale». Il comitato organizzatore ha invitato gli spettatori a rimanere in casa e ha chiuso gli accessi al parco. Anche i Media Center allestiti nelle tensostrutture sui vari campi di gara sono state chiuse fino a quando i venti non si attenueranno. «Sono misure precauzionali – sottolineano al Pocog – in quanto la sicurezza rimane una priorità fondamentale per PyeongChang 2018».
Per oggi è previsto un miglioramento complessivo delle condizioni meteorologiche, con un aumento delle temperature ma soprattutto con un calo del vento che - secondo il servizio meteo olimpico - non supererà la velocità di 4-5 metri al secondo (massimo 20 km orari, brezza leggera) durante la giornata.
I ritardi e i coninui rinvii delle gare costringeranno gli azzurri a una maratona che non piace a nessuno. E in casa Italia, dopo aver cercato di minimizzare i maldipancia, la tensione è davvero palpabile.
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