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Virtue e Moir entrano nella leggenda

Spettacolo sul ghiaccio, buon sesto posto per Cappellini e Lanotte

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GANGNEUNG. La sinfonia degli abiti e quella delle note, tra gambe che si fondono, abbracci, labbra sfiorate, e le lame che solcano il ghiaccio con la leggerezza di uno spillo. La grande bellezza della danza ai Giochi di PyeongChang va in scena alla Ice Arena dove la corsa all'oro è una battaglia alla ricerca del ballo perfetto.

La vincono Tessa Virtue e Scott Moir, come otto anni fa in casa, nel loro Canada, a Vancouver: la quinta medaglia olimpica, un record assoluto nel pattinaggio, due d'oro solo qui in Corea dopo quella conquistata nel team event.

Ci hanno provato con tutta la carica emotiva e sensuale Gabriella Papadakis-Guillaume Cizeron, francesi e compagni di allenamento della coppia canadese: dovevano recuperare dopo il corto messi a dura prova dallo spogliarello involontario di lei causa abito slacciato durante l'esibizione. Nel libero i francesi, due volte campioni del mondo, ma esordienti a cinque cerchi, spinti dalle note di Beethoven hanno fatto sognare. Lei dopo l'incidente col costume si è presentata in abito blu chiaro: il resto è stato solo l'essenza della danza sui pattini, un'esibizione così convincente da segnare il record del mondo. Ma alla fine la differenza premia per 79 centesimi gli olimpionici di otto anni fa, a loro ultimi giri di pista. Sesti Anna Cappellini e Luca Lanotte, erano quinti dopo il corto, pagano con una posizione una deduzione dei giudici (184.91). «È stata un'emozione grande, eravamo a un punto dal podio e ce l'abbiamo messa tutta per rincorrere la medaglia - dice Cappellini - siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto».

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