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«La nostra tifoseria è discriminata»

«La nostra tifoseria è discriminata»

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris contesta il divieto di trasferta in Sardegna  

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NAPOLI. Lunedì i tifosi del Napoli saranno costretti a restare a casa. I sostenitori azzurri non potranno seguire la squadra nella trasferta di Cagliari a causa di un divieto predisposto dalla Prefettura per motivi di ordine pubblico. Nello stesso giorno della partita sarà presente sull’isola anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per celebrare il settantesimo anniversario dello Statuto Speciale. Una decisione che ha infastidito non solo i tifosi privati di un loro diritto, ma anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

Il primo cittadino della città partenopea che così ha commentato sui social: «Da napoletano, da tifoso e da sindaco di Napoli trovo davvero inaccettabile, discriminatorio ed ingiustificato il divieto per i nostri tifosi di assistere allo stadio alla partita Cagliari-Napoli. Le discriminazioni non cessano, anzi. Si garantisca, quindi, ai tifosi napoletani di partecipare alle trasferte».

Una reazione normale di un amministratore ma anche di un tifoso che quando può è sempre presente sugli spalti del San Paolo. La notizia del divieto aveva provocato nei giorni scorsi le proteste della tifoseria organizzata, pronta ad acquistare tutti i biglietti disponibili per gli ospiti (poco più di quattrocento). La tribunetta destinata alla tifoseria della squadra avversaria resterà vuota.

Un piccolo vantaggio per il Cagliari? Magari no, ma avere tutto lo stadio dalla propria parte sarà un ulteriore stimolo.



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