Cagliari beffato all’ultimo secondo
di Roberto Muretto
Rossoblù due volte avanti (Pavoletti e rigore di Barella) raggiunti da una “magia” di Immobile
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INVIATO A CAGLIARI. Difficile parlare di calcio quando sul tabellone scorrono le immagini di Davide Astori. Si fa una grande fatica a trattenere le lacrime. E infatti qualcuno non ce la fa e cede alla commozione. La partita è come il finale di un film thrilling. Il Cagliari ha la vittoria in pugno, se la vede sfuggire all'ultimo secondo su una "magia" (colpo di tacco) e una dose gigante di fortuna, di Immobile che sorprende Cragno, troppo fuori dai pali nell'occasione. Una beffa difficile da metabolizzare, anche se alla vigilia i rossoblù avrebbero firmato per non perdere. Ieri era una gara speciale, da giocare dopo una settimana difficilissima (la morte di Astori e il caso doping che coinvolge Joao Pedro). I rossoblù ci hanno messo il cuore, l'anima e anche di più. Sono andati avanti con Pavoletti, poi raggiunti da un autogol di Ceppitelli e sono tornati avanti sul rigore trasformato da Barella. Ma la gioia ha dovuto lasciare spazio alle recriminazioni per una mancata vittoria che potrebbe pesare nella corsa verso la salvezza. Soprattutto alla luce dei risultati delle dirette concorrenti, che non hanno intenzione di mollare.
Sorprese. Tante da una parte e dall'altra. La prima è che Lykogiannis e Sau non sono nella lista che viene consegnata prima della partita. Entrambi fermati da un problema muscolare accusato nelle rifinitura. Il greco viene sostituito da Miangue. In realtà è questa l'unica novità nella formazione del Cagliari che schiera Han in attacco in coppia con Pavoletti. Barella fa il regista, un ruolo nel quale ha molto da imparare ma in questo momento sembra la soluzione migliore in attesa che torni Cigarini e dopo il flop dell'esperimento Padoin. Nella Lazio Lulic e Parolo tra i titolari, Luis Alberto gioca dietro Immobile nel modulo 3-5-1-1. In campo anche De Vrji, in attesa dell'audizione al Tribunale antidoping.
Uomini veri. Lopez lo aveva detto il giorno prima della partita, erano stati i suoi ragazzi a fargli coraggio nella settimana, forse, più difficile della sua vita. Coraggio che i rossoblù hanno messo sul campo dall'inizio, affrontando alla pari un avversario di un altro pianeta come qualità tecnica. Il Cagliari è aggressivo, determinato, fa girare bene la palla. Gli manca l'ultimo passaggio ma questo è un difetto che la squadra si trascina da sempre. Il Cagliari viene premiato per l'atteggiamento: Miangue si beve Basta, crossa, Han va in cielo colpisce di testa ma la traversa gli nega il gol, Pavoletti è lì e la mette dentro.
Reazione. E' una gioia che dura una manciata di minuti quella dei rossoblù. La Lazio è come un animale ferito e aiutato da qualche incertezza trova subito il pari con Leiva dimenticato da Miangue sulla punizione calciata da Luis Alberto. l'ultimo a toccare il pallone nel contrasto è Ceppitelli, per cui è autogol. Un pugno allo stomaco che fa subentrare un po' di paura nella squadra di Lopez che comincia a portare troppo palla e rischia.
Var. Inzaghi vuole vincerla e getta nelle mischia Milinkovic Savic e Felipe Anderson, Lopez risponde con Deiola e toglie Ionita. I biancocelesti fanno la frittata quando su un'incomprensione tra Luiz Felipe e Strakosha si infila Pavoletti, il difensore lo tocca. Guida dopo un infinito consulto col Var concede il rigore che Barella trasforma. La Lazio che getta nella mischia anche Nani. Tutte in campo le bocche da fuoco di Inzaghi. Lopez si affida a Farias e fa uscire Han.
La beffa. Il finale è una corrida e i 5' di recupero sembrano non finire mai. La paura si trasforma in disperazione quando su una palla innocua Immobile trova il tocco vincente e Cragno un po' fuori dai pali. Sulla "Sardegna Arena" cala il gelo perchè sfula una vittoria preziosa. La classifica è sempre più corta. Ora i punti dalla terz'ultima sono solo due. C'è da soffrire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sorprese. Tante da una parte e dall'altra. La prima è che Lykogiannis e Sau non sono nella lista che viene consegnata prima della partita. Entrambi fermati da un problema muscolare accusato nelle rifinitura. Il greco viene sostituito da Miangue. In realtà è questa l'unica novità nella formazione del Cagliari che schiera Han in attacco in coppia con Pavoletti. Barella fa il regista, un ruolo nel quale ha molto da imparare ma in questo momento sembra la soluzione migliore in attesa che torni Cigarini e dopo il flop dell'esperimento Padoin. Nella Lazio Lulic e Parolo tra i titolari, Luis Alberto gioca dietro Immobile nel modulo 3-5-1-1. In campo anche De Vrji, in attesa dell'audizione al Tribunale antidoping.
Uomini veri. Lopez lo aveva detto il giorno prima della partita, erano stati i suoi ragazzi a fargli coraggio nella settimana, forse, più difficile della sua vita. Coraggio che i rossoblù hanno messo sul campo dall'inizio, affrontando alla pari un avversario di un altro pianeta come qualità tecnica. Il Cagliari è aggressivo, determinato, fa girare bene la palla. Gli manca l'ultimo passaggio ma questo è un difetto che la squadra si trascina da sempre. Il Cagliari viene premiato per l'atteggiamento: Miangue si beve Basta, crossa, Han va in cielo colpisce di testa ma la traversa gli nega il gol, Pavoletti è lì e la mette dentro.
Reazione. E' una gioia che dura una manciata di minuti quella dei rossoblù. La Lazio è come un animale ferito e aiutato da qualche incertezza trova subito il pari con Leiva dimenticato da Miangue sulla punizione calciata da Luis Alberto. l'ultimo a toccare il pallone nel contrasto è Ceppitelli, per cui è autogol. Un pugno allo stomaco che fa subentrare un po' di paura nella squadra di Lopez che comincia a portare troppo palla e rischia.
Var. Inzaghi vuole vincerla e getta nelle mischia Milinkovic Savic e Felipe Anderson, Lopez risponde con Deiola e toglie Ionita. I biancocelesti fanno la frittata quando su un'incomprensione tra Luiz Felipe e Strakosha si infila Pavoletti, il difensore lo tocca. Guida dopo un infinito consulto col Var concede il rigore che Barella trasforma. La Lazio che getta nella mischia anche Nani. Tutte in campo le bocche da fuoco di Inzaghi. Lopez si affida a Farias e fa uscire Han.
La beffa. Il finale è una corrida e i 5' di recupero sembrano non finire mai. La paura si trasforma in disperazione quando su una palla innocua Immobile trova il tocco vincente e Cragno un po' fuori dai pali. Sulla "Sardegna Arena" cala il gelo perchè sfula una vittoria preziosa. La classifica è sempre più corta. Ora i punti dalla terz'ultima sono solo due. C'è da soffrire.
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