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È Ia giovane Italia di Barella e Romagna

di Mario Frongia
È Ia giovane Italia di Barella e Romagna

L’Under azzurra oggi in campo contro la Norvegia. Evani affida ai due rossoblù le chiavi della difesa e del centrocampo

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CAGLIARI. I nazionali della porta accanto. Genuini, tosti e pronti per il grande balzo. Filippo Romagna e Nicolò Barella, 41 anni in due, tornano a indossare la maglia azzurra. Chiamati da Chicco Evani per le amichevoli dell'Italia Under 21 contro Norvegia e Serbia. I gioiellini del Cagliari giocano oggi alle 18.30 nel match contro gli scandinavi a Perugia. La partita seguente si gioca martedì 27 a Novi Sad con i serbi. La cronaca degli eventi con al centro due pedine top dello scacchiere rossoblù, sembra arida. Ma la realtà è anche un'altra: Barella è tra i tuttocampisti più seguiti in Italia, con news dall'estero. Con i cinque gol in stagione, due di fila dal dischetto, il numero 18 ha unito i puntini anche nella zona che lo vedeva meno attrezzato: tra i marcatori. Paragonato a Nainggolan, Barella è uno dei talentini della società di via Mameli.

Incassato il plauso di Spalletti e Sarri, con l'entourage di Inter e Napoli che hanno contattato il club, potrebbe essere la Juve la destinazione finale. Il prezzo? Intorno ai cinquanta milioni di euro. Troppi? Il Cagliari ha tutto meno che fretta.

Maturazione e leadership. Nato a pane e pallone, famiglia cagliaritana solida alle spalle, esordio a 17 anni in Coppa Italia per mano di Gianfranco Zola («Mi piacerebbe diventare un sardo dello sport che conta, come Zola, Aru e Datome» ha detto) contro il Parma vittorioso 2-1 al "Tardini" in Coppa Italia, debutta in A il 4 maggio 2015: 4-0 al Parma al Sant'Elia. Da allora, il gran lavoro di Rastelli che lo svezza e lo lancia definitivamente. La parentesi di Como, chiamato da Festa e Matteoli, con 16 presenze in B, lo aiuta a smussare certe esuberanze. Infine, il rientro con i Quattro mori per 56 gare in A, 5 in B, e 5 reti, tutte quest'anno. Il cammino con Lopez procede bene. Travestito da regista, dopo alcune prove opache, è parso in crescita anche di fronte alla difesa. Ma gli osservatori sono concordi: sa coprire tutte le caselle della mediana a cinque, ma la fascia è il suo core business.

Nicolò ha gamba, dribbling, potenza, tiro. Fiuta giocata e passaggio filtrante, ha grinta e tackle che fanno la differenza. Ma deve stare attento ai cartellini e alle proteste. Limato il tutto, può diventare un bel giocatore. Meglio se in un club che non fa sconti e lo affianca a campioni-educatori e accompagnatori verso gli scenari del grande calcio.

Filippo il grande. Ha preso la maglia 56 («È l'anno di nascita di mio padre») dopo aver ceduto con le lacrime la 13, ritirata da Cagliari e Fiorentina in omaggio a Davide Astori. Filippo, gigante di fisico e di cuore, marcia veloce. E coglie l'attimo: Lopez lo ha piazzato titolare. L'ha fatto rifiatare, complice anche un problema alla caviglia, per poi ributtarlo nella mischia. Di fatto, il ventenne nato a Fano il 26 maggio del '97, ha collezionato 20 presenze e vinto per distacco il ballottaggio con Andreolli. Per il Cagliari, che lo ha preso dalla Juve dopo 5 gare al Novara e 14 al Brescia, in B, un altro tesoretto in cassaforte. Ma adesso, c'è l'Under 21. Romagna, 5 presenze, è candidato anche alla fascia da capitano. Barella, 3 gare, poteva prendere anche la via della nazionale maggiore. Di Biagio ha deciso diversamente. Per entrambi, ci sarà tempo.

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