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La nuova Italia parte male

La nuova Italia parte male

L’Argentina (senza Messi) vince facilmente l’amichevole di Manchester  

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MANCHESTER. Basta un'Argentina a metà, senza Messi e senza gran voglia di mostrarsi favorita per Russia 2018, e la nuova Italia riparte da dove si era fermata: una serata no. Il 2-0 finale per la nazionale di Sampaoli è troppo severo per quella di Di Biagio, fa certamente meno male del pari con la Svezia a San Siro che ha estromesso la nazionale dal mondiale. Eppure fotografa alla perfezione il momento del calcio azzurro: qualche giovane esordiente (Chiesa, poi Cristante e Cutrone), un gap tecnico dalle grandi del mondo e soprattutto mancanza di personalità e di senso della partita.

Un primo tempo senza mai tirare in porta, soffrendo palleggio e presenza scenica degli argentini; lampi di gioco nella prima mezzora del secondo con Insigne che si è divorato il possibile vantaggio e altre occasioni; e poi l'errore di Jorginho che ha offerto a Banega la palla dell'1-0 e rotto l’incantesimo’. L'Argentina a quel punto ha approfittato, raddoppiando su contropiede, tanto per ricordare all'Italia che quando mancano talenti e gioco, si può sopperire con un pizzico di cinismo.

Dopo un primo tempo di controllo ma anche di sofferenza gli azzurri cambiano passo, ci mettono la 'garra’, e le occasioni arrivano. Caballero anticipa Insigne, poi Immobile ben pescato in area da Verratti stoppa e scarica sul portiere argentino. È lo scadere dell'ora, e con Candreva entrano anche Pellegrini per Parolo e Zappacosta per Florenzi. Insigne lanciato al 23' sul filo del fuorigioco prova il destro a giro da posizione decentrata, Caballero respinge. L'Argentina ci prova con un tacco di Higuain, per il resto troppo isolato, ma tra gli esordi azzurri di Cristante e Cutrone si infila il vantaggio a sorpresa dell'Argentina, nel suo momento della difficoltà. Colpa di un pallone perso da Jorginho, l'ex interista Banega punisce gli azzurri. L'Italia non ci sta, sfiora il pari con Pellegrini, Di Biagio manda dentro Belotti come secondo centravanti ma l'Argentina raddoppia su contropiede tre contro due e Lanzini che chiude la partita. Il 2-0 brucia, ma parla chiaro: ripartire sarà duro, per il calcio italiano.

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