«Bravi loro, ma possiamo fare di più»
Stipcevic non fa drammi ma esorta i compagni a migliorare nelle piccole cose
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SASSARI. L’impotenza della Dinamo contro Varese nelle parole di Rok Stipcevic, uno dei più positivi tra i biancoblù, ieri nel dopopartita: «Complimenti a Varese – l’esordio del play croato –, non eravamo impreparati ma hanno vinto con merito. Sapevamo bene cosa fare, il coach durante tutta la settimana ci aveva istruiti alla perfezione ma è stato inutile. Ora guardiamo avanti, ci siamo detti che ancora ci mancano le piccole cose, dobbiamo lavorarci».
Ma la sconfitta con l’Openjobmetis è un passo indietro, nella corsa ai playoff. «Contro Varese ci è mancato un po’ di rimbalzo mentre in attacco – prosegue il numero 24 della Dinamo –, abbiamo avuto una buona continuità. In questo periodo Varese non è un termine di paragone, sta battendo tutti e noi ci abbiamo perso di 4. Dobbiamo guardare avanti, dobbiamo chiederci cosa dobbiamo fare di più, ciascuno di noi. A 20 anni scrivevo su un foglietto come difendere su un avversario, ora non lo faccio più ma sono sicuro che tranne nella lotta a rimbalzo non abbiamo sbagliato poi tanto. Non abbiamo perso di 30, non facciamone una tragedia ma è certo che tra di noi dovremo guardarci in faccia: non si vince con un palleggio tra le gambe o un bel canestro, si vince sbattendosi in difesa e buttandosi su ogni pallone, come mi diceva mio padre. E si vince lottando a rimbalzo, ciascuno contro il proprio avversario. Dobbiamo fare un passo in avanti su queste cose, perché in attacco ci siamo. Ma se ciascuno di noi fa un passetto in avanti di 5 centimetri, tutta la squadra fa un passo in avanti di 25».
Ma la sconfitta con l’Openjobmetis è un passo indietro, nella corsa ai playoff. «Contro Varese ci è mancato un po’ di rimbalzo mentre in attacco – prosegue il numero 24 della Dinamo –, abbiamo avuto una buona continuità. In questo periodo Varese non è un termine di paragone, sta battendo tutti e noi ci abbiamo perso di 4. Dobbiamo guardare avanti, dobbiamo chiederci cosa dobbiamo fare di più, ciascuno di noi. A 20 anni scrivevo su un foglietto come difendere su un avversario, ora non lo faccio più ma sono sicuro che tranne nella lotta a rimbalzo non abbiamo sbagliato poi tanto. Non abbiamo perso di 30, non facciamone una tragedia ma è certo che tra di noi dovremo guardarci in faccia: non si vince con un palleggio tra le gambe o un bel canestro, si vince sbattendosi in difesa e buttandosi su ogni pallone, come mi diceva mio padre. E si vince lottando a rimbalzo, ciascuno contro il proprio avversario. Dobbiamo fare un passo in avanti su queste cose, perché in attacco ci siamo. Ma se ciascuno di noi fa un passetto in avanti di 5 centimetri, tutta la squadra fa un passo in avanti di 25».
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