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Rossetto e palla a spicchi, la Dinamo ha un cuore rosa

di Mario Carta
Roberta La Mattina, Donatella Accalai, Angela Recino, Stefania Macciocu e Barbara Satta
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Roberta La Mattina, Donatella Accalai, Angela Recino, Stefania Macciocu e Barbara Satta

Dal marketing alla comunicazione, dallo Store alle relazioni internazionali. Sedici donne in ruoli chiave fanno funzionare al top la macchina biancoblù

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SASSARI. Se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, dietro ogni grande squadra c’è un grandissimo gruppo di donne. A fianco, anzi. Insieme.

Sono sedici le lady biancoblù, poco meno della metà della grande famiglia Dinamo, che conta in tutto una quarantina di dipendenti. E tutte occupano ruoli chiave. Dalla comunicazione al rapporto con gli sponsor, dal marketing alle gestione delle risorse umane. E dell’immagine, fondamentale.

Un gruppo cresciuto insieme alla squadra e alla società. Il nucleo base è nato nel 2014 – anno della prima Coppa Italia –, è esploso con lo scudetto ed è cresciuto con il tempo per consolidarsi adesso, fondamenta di una casa nella quale stagione dopo stagione trovano spazio nuove stanze. Della “facciata” di casa Dinamo, con tanta sostanza però, si occupano in prima persona l’ufficio stampa e il settore social media.

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Angela Recino è la responsabile della comunicazione dal 2014. Giornalista professionista formata alla Nuova, una figlia che gioca a basket, ha al suo fianco Valentina Sanna, che si divide con il lavoro in uno studio dentistico e la passione per il teatro, che vive con la compagnia Bobo Chanel. «Ho cominciato a scrivere nel 2001 sui siti specializzati, ho collaborato con la Torres – racconta –, poi ho iniziato con la Dinamo e sono ancora qui. Come mi trovo? Con i giocatori siamo su... altitudini diverse ma siamo tante donne, fra noi c’è empatia e una grande solidarietà». L’Ufficio stampa regna. Filtra. Smista. Setaccia. E pubblica. Il magazine Dinamo Mania e l’Academy Mag per Cagliari, i comunicati. È la voce della Dinamo, ed è una voce femminile. «Da poco un tipo ci ha proposto di organizzare per noi un Polonara-Day – sorride Angela Recino –... grazie, ma siamo in grado di farlo da sole».

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Angela non è l’unica mamma della Dinamo. Ci sono anche Donatella Accalai, responsabile delle risorse umane, una figlia piccola, e Stefania Macciocu, che di figlie ne ha tre, di 24, 22, e 20 anni. E’ la più grande del gruppo e ha una grande responsabilità. E’ lei – che gestisce anche lo Store di via Cagliari –, la Signora degli sponsor. «Ho fatto il liceo linguistico, mi ha spinta la passione e ho avuto un grande maestro, Stefano Sardara. Sintonia totale – racconta –. Adesso abbiamo oltre 100 sponsor fra grandi, medi e piccoli e per noi sono tutti importanti. Lavoro ogni giorno e in ogni periodo, da poco ho firmato un rinnovo fino al 2022. Non è facile, li devi cercare ma poi capita che siano gli sponsor a cercare te. E se funziona è perché credo in quello che vendo, e la Dinamo è qui a dimostrarlo». Poi, non è finita: gli spazi al palazzetto, la collocazione in tv, sui media, lo spazio nazionale o regionale... Un ruolo delicato, importante come tutti quelli in rosa, alla Dinamo.

Come il lavoro dello Store guidato da Elisa Mazzoni con le sue collaboratrici Stefania Gloriani, Anna Decherchi (che seue lo spazio all’aeroporto di Alghero) e Valeria Burreddu. C’è una donna anche nello staff medico, la dermatologa Patrizia Piras, ed è in gran parte al femminile la Club House, cuore pulsante della vita “dinamica”. Se ne occupa Anna Piras, e al femminile è aiutata anche da Marina Marseglia e da Roberta La Mattina, che è anche la responsabile dell’intero settore minibasket della società.

Senza di loro la Dinamo non sarebbe la Dinamo, la seconda squadra per presenza sui social media a livello italiano, dietro solo a Milano e davanti di gran lunga rispetto a tutte le altre.

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Merito di Eleonora Cherchi: «Sono alla Dinamo dal 2012, sono una delle più... anziane – spiega –. Ho la passione del giornalismo sportivo e ho studiato scienze politiche, ho fatto uno stage alla Dinamo, mi hanno presa e non ho più lasciato il settore social media. E’ come un bambino da curare dalla mattina alla sera. Siamo cresciuti tanto, in sei anni, lo scudetto ci ha dato una spinta incredibile anche se il top l’abbiamo conosciuto l’anno scorso su Facebook con la finalissima di Coppa Italia contro Milano. Il nostro è un lavoro di squadra e ci coordiniamo col sito web, l’ufficio stampa e tutti gli altri settori. La nostra squadra al femminile funziona, in un mondo cestistico al maschile. Le idee sono la nostra forza».

Un meccanismo ben oliato, ogni ingranaggio al suo posto, perfettamente funzionante. E tra i più delicati ci sono la segreteria e la biglietteria, gestite da Tiziana Piga, e l’ufficio “Travel e marketing” che fa capo a Barbara Satta. Aerei, bus, orari, alberghi per lei non hanno segreti. «Abbiamo un’agenzia di riferimento, certo – racconta –, ma faccio io». E fare vuol dire organizzare. Il suo lavoro ormai dal 2012 comincia quando viene ufficializzato il calendario e si complica ogni qualvolta (cioé sempre) la Lega anticipa o posticipa un match. «Ma ce la facciamo – sorride –. Con tre imperativi: risparmiare tempo, risparmiare energie, risparmiare soldi. La trasferta più difficile? Non ce ne sono. Ma è stata complicata quella che ha legato Siberia, Brescia e Turchia».

Fra i suoi compiti anche quello di provvedere agli arbitri europei, indicare gli abbinamenti dei giocatori nelle stanza d’albergo («Nessun cambio, siamo rigidi. Uno protestava perché il compagno pregava dalle 5 del mattino per 2 ore, ma è rimasto»), il menu per la squadra, l’organizzazione del precampionato. Fra l’altro, Barbara è anche la sacerdotessa- custode del logo-Dinamo. «Mi occupo della grafica, di tutto quello che esce da casa Dinamo sotto questa veste – conclude –, naturalmente in accordo con gli altri settori. E sotto il profilo amministrativo seguo i conti con gli sponsor e con le squadre giovanili». Se non ci fosse lei, insieme a tutte le altre donne della Dinamo, il basket sassarese sarebbe meno rosa, e per questo meno vincente.
 

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