Joao Pedro squalificato per sei mesi
di Roberto Muretto
Il Tribunale Antidoping smonta la tesi della Procura che aveva chiesto 4 anni e crede nella buona fede del giocatore
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CAGLIARI. Domenica è uscito dal “Franchi” con gli occhi gonfi di lacrime. Ieri pomeriggio quando è arrivato a Roma nella sede del Tribunale Nazionale Antidoping, accompagnato dal presidente Tommaso Giulini, era tesissimo. Tensione che si è sciolta quando è stato letto il verdetto: squalifica di sei mesi. Quasi una liberazione per Joao Pedro, il brasiliano del Cagliari trovato due volte positivo all’idroclorotiazide, diuretico proibito. La richiesta della Procura, basata sull’intenzionalità del calciatore di assumere quel farmaco, era stata pesantissima: quattro anni di stop. Tesi smontata dai difensori del giocatore (De Toni e Mari), affiancati dai legali del club (Chiacchio e Porzio). Il calciatore potrà tornare in campo da metà settembre.
Liberazione. «Ero sicuro sin dall’inizio di non aver fatto niente - le parole del fantasista a caldo -, questa sentenza è come una rinascita. Dopo la richiesta della Procura per me era diventata più una questione umana prima che professionale o di carriera». Sono state queste le prime valutazioni di Joao Pedro, visibilmente sollevato dopo la grande paura. «Hanno creduto che non c’è stata malafede da parte mia, considero questo particolare già una vittoria. È scontato dire che adesso voglio tornare più forte di prima. Mi dispiace non poter aiutare la squadra domenica prossima in una partita così importante. Anche senza il mio contributo il Cagliari se la caverà alla grande».
Il patron sorride. Tommaso Giulini ha sempre creduto che il suo giocatore fosse pulito. Non gli ha mai fatto mancare il sostegno e ieri, anche il presidente del Cagliari ha tirato un sospiro di sollievo. «Joao non si è mai dopato, si ritiene innocente e sperava di essere assolto - le considerazioni del patron -. Ha commesso una leggerezza ed è giusto che sconti la squalifica. Spero non incappi più in comportamenti come questi». Una sorta di ramanzina, simile a quella che un papà fa a un figlio “indisciplinato”. «L’assoluzione sarebbe stata più corretta - ha aggiunto Giulini -. Lo aspetteremo fino a settembre. Purtroppo non sarà in campo domenica, partita che dobbiamo vincere, sperando che le altre facciano le loro gare come sempre». Una piccola divagazione per poi tornare sulla sentenza. «Ha capito l’errore? - sottolinea Giulini - Credo che valga per tutti i tesserati a cui ricordiamo sempre che hanno firmato un regolamento di condotta. Ora il messaggio arriva grazie a uno dei giocatori più importanti. Sarà un grande testimonial».
Motivazioni e ricorso. Le prime arriveranno entro trenta giorni. Solo allora si capirà perchè il Tribunale non ha accolto le richieste della Procura Antidoping, premiando la linea della difesa. Sul ricorso, visto l’entità del provvedimento, probabilmente non verrà presentato. «È una scelta del giocatore - ha concluso il presidente del Cagliari Tommaso Giulini -, ma considerato che perderà solo le prime tre partite della prossima stagione, non penso sarà presentato. Ora concentriamoci sulla salvezza, dobbiamo fare un bel regalo a noi stessi e soprattutto ai nostri meravigliosi tifosi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Liberazione. «Ero sicuro sin dall’inizio di non aver fatto niente - le parole del fantasista a caldo -, questa sentenza è come una rinascita. Dopo la richiesta della Procura per me era diventata più una questione umana prima che professionale o di carriera». Sono state queste le prime valutazioni di Joao Pedro, visibilmente sollevato dopo la grande paura. «Hanno creduto che non c’è stata malafede da parte mia, considero questo particolare già una vittoria. È scontato dire che adesso voglio tornare più forte di prima. Mi dispiace non poter aiutare la squadra domenica prossima in una partita così importante. Anche senza il mio contributo il Cagliari se la caverà alla grande».
Il patron sorride. Tommaso Giulini ha sempre creduto che il suo giocatore fosse pulito. Non gli ha mai fatto mancare il sostegno e ieri, anche il presidente del Cagliari ha tirato un sospiro di sollievo. «Joao non si è mai dopato, si ritiene innocente e sperava di essere assolto - le considerazioni del patron -. Ha commesso una leggerezza ed è giusto che sconti la squalifica. Spero non incappi più in comportamenti come questi». Una sorta di ramanzina, simile a quella che un papà fa a un figlio “indisciplinato”. «L’assoluzione sarebbe stata più corretta - ha aggiunto Giulini -. Lo aspetteremo fino a settembre. Purtroppo non sarà in campo domenica, partita che dobbiamo vincere, sperando che le altre facciano le loro gare come sempre». Una piccola divagazione per poi tornare sulla sentenza. «Ha capito l’errore? - sottolinea Giulini - Credo che valga per tutti i tesserati a cui ricordiamo sempre che hanno firmato un regolamento di condotta. Ora il messaggio arriva grazie a uno dei giocatori più importanti. Sarà un grande testimonial».
Motivazioni e ricorso. Le prime arriveranno entro trenta giorni. Solo allora si capirà perchè il Tribunale non ha accolto le richieste della Procura Antidoping, premiando la linea della difesa. Sul ricorso, visto l’entità del provvedimento, probabilmente non verrà presentato. «È una scelta del giocatore - ha concluso il presidente del Cagliari Tommaso Giulini -, ma considerato che perderà solo le prime tre partite della prossima stagione, non penso sarà presentato. Ora concentriamoci sulla salvezza, dobbiamo fare un bel regalo a noi stessi e soprattutto ai nostri meravigliosi tifosi».
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