La Torres è carica ma il Cannara non va sottovalutato
Eccellenza, domani l’andata della finale playoff I sassaresi di mister Tortora sono in grande condizione
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SASSARI. Con la rifinitura di questa mattina, la Torres conclude la preparazione e sarà pronta ad affrontare domani alle 16,30 al “Vanni Sanna” gli umbri del Cannara nell’andata della finalissima dei playoff promozione del campionato di Eccellenza. Sarà una Torres carica e consapevole della propria forza, una squadra che è arrivata alla fine di una stagione molto faticosa con una forma fisica ottimale (grande è stato il lavoro del preparatore atletico Salvatore Melfi) e adesso affronta l’ultimo miglio con grande fiducia.
Domani si gioca il primo tempo di una partita che dura 180’ e la Torres cercherà di capitalizzare un risultato importante che consenta di andare in Umbria con la tranquillità necessaria per ripetere magari la strepitosa partita di Santa Croce Valdarno.
Pino Tortora è consapevole del momento e ha il polso della situazione. Non sarà una partita facile perché una finale non è mai facile. Con quale undici iniziale scenderanno in campo i rossoblù? Tortora ha spesso sorpreso con decisioni inattese ma spesso vincenti. È probabile che la Torres parta con la formazione che ha strapazzato il Cuoiopelli, confermando i due fuoriquota (un 98 Casu esterno basso a destra e un 99 Diouf in attacco) e rincorrendo ancora all’impiego di Chessa, un jolly difensivo di grande utilità e affidabilità. Poi saranno le certezze di questa squadra a fare la differenza. Tore Pinna sempre più decisivo e trascinatore, i due centrali Merenda e Minutolo, il blocco solidissimo del centrocampo con Piga, Scioni e Mannoni e i due fuoriclasse per la categoria Sarritzu e Spinola.
Del Cannara si sa abbastanza poco. Si tratta di una squadra giovane, media età 23,6 anni, è arrivata alla finalissima battendo due volte gli emiliani del Rosselli Mutina, il suo bomber non segna tantissimo, soltanto 12 gol. Sicuramente domani gli ospiti cercheranno di limitare i danni con una attenta prestazione difensiva e, se ne avrà l’occasione, proveranno a sfruttare le eventuali ripartenze.
Domani pomeriggio all’Acquedotto potrebbe però essere proprio il fattore ambientale a giocare una parte importante se non decisiva. Sicuramente la squadra umbra non è abituata alla pressione che può derivare dal giocare in uno stadio vero, davanti a un pubblico caldissimo e un tifo straordinario.
Daniele Doro
Domani si gioca il primo tempo di una partita che dura 180’ e la Torres cercherà di capitalizzare un risultato importante che consenta di andare in Umbria con la tranquillità necessaria per ripetere magari la strepitosa partita di Santa Croce Valdarno.
Pino Tortora è consapevole del momento e ha il polso della situazione. Non sarà una partita facile perché una finale non è mai facile. Con quale undici iniziale scenderanno in campo i rossoblù? Tortora ha spesso sorpreso con decisioni inattese ma spesso vincenti. È probabile che la Torres parta con la formazione che ha strapazzato il Cuoiopelli, confermando i due fuoriquota (un 98 Casu esterno basso a destra e un 99 Diouf in attacco) e rincorrendo ancora all’impiego di Chessa, un jolly difensivo di grande utilità e affidabilità. Poi saranno le certezze di questa squadra a fare la differenza. Tore Pinna sempre più decisivo e trascinatore, i due centrali Merenda e Minutolo, il blocco solidissimo del centrocampo con Piga, Scioni e Mannoni e i due fuoriclasse per la categoria Sarritzu e Spinola.
Del Cannara si sa abbastanza poco. Si tratta di una squadra giovane, media età 23,6 anni, è arrivata alla finalissima battendo due volte gli emiliani del Rosselli Mutina, il suo bomber non segna tantissimo, soltanto 12 gol. Sicuramente domani gli ospiti cercheranno di limitare i danni con una attenta prestazione difensiva e, se ne avrà l’occasione, proveranno a sfruttare le eventuali ripartenze.
Domani pomeriggio all’Acquedotto potrebbe però essere proprio il fattore ambientale a giocare una parte importante se non decisiva. Sicuramente la squadra umbra non è abituata alla pressione che può derivare dal giocare in uno stadio vero, davanti a un pubblico caldissimo e un tifo straordinario.
Daniele Doro
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