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Sechi guarda avanti: «C’è un problema stadio»

Sechi guarda avanti: «C’è un problema stadio»

Il Cannara non vuole rinunciare al suo campo ma la capienza è di soli 500 spettatori. Nasce un caso

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SASSARI. Nel dopo gara Salvatore Sechi fatica a scaricare la tensione. L’1-0 è importate ma le occasioni da gol sprecate dai suoi ragazzi sono difficili da digerire. «Diciamo che ci piace complicarci la vita – scherza il presidente –. Potevamo andare a Cannara in gita e invece ci toccherà combattere anche li. Pazienza. D’altronde quest’anno è andata così. Ci siamo dovuti sudare i playoff e poi la finale. Adesso ci suderemo la promozione in D. Forse sarà anche più bella». Sechi elogia i rossoblù e applaude le scelte di Tortora. Anche quella iniziale di schierare Sarritzu al centro dell’attacco con Diouf e Spinola esterni. «Il mister ha preferito non dare punti di riferimento alla difesa avversaria e Sarritzu è stato bravo a svariare su tutto il fronte dell’attacco. Nella ripresa con l’ingresso di Chelo, Stefano si è spostato sulla sua corsia e ha giocato una grandissima partita. Gli è mancato soltanto il gol ma devo riconoscere il Cannara è stato salvato da un portiere davvero straordinario».

Il presidente non nasconde l’ottimismo in attesa della gara di ritorno. «Stiamo bene e lo abbiamo dimostrato. Partiremo dall’1-0 ma andremo in Umbria per vincere. Il Cannara ha fatto vedere alcuni giocatori di qualità e qualche buona ripartenza, ma la Torres ha dimostrato di avere qualcosa in più. Non ultimo i tifosi».

E proprio sui tifosi rischia di scoppiare un piccolo caso “politico”. La Torres ha chiesto di giocare la gara di ritorno in una «struttura adeguata e sicura» ma i vertici del Cannara non vogliono abbandonare il loro campo. Il problema è che lo stadio della cittadina umbra non può ospitare più di 500 persone e non ha spazi per eventuali tribune provvisorie. Sechi ha fatto presente che la Torres si muoverà con diverse centinaia di supporter al seguito e ha proposto di giocare la gara di ritorno a Foligno, città distante appena una decina di chilometri. La risposta è stata interlocutoria: «sentiamoci domani. Vi metteremo a disposizione il massimo dei biglietti possibile. Ma il numero complessivo e quello. Cinquecento e non uno di più». Vedremo se alla fine prevarrà il buon senso o la voglia di chiudere la stagione lasciando fuori dallo stadio il popolo rossoblù. Sarebbe una beffa ma anche un motivo in più per lasciare al più presto queste categorie.

A.L.

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