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Andrea Prato passa la mano il Castelsardo è in “vendita”
CASTELSARDO. Nuovo giro di valzer a Castelsardo. La dirigenza del club rossoblù ha presentato le dimissioni - annunciate già da tempo - e ha affidato la società a un commercialista, Alessandro Trudda,...
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CASTELSARDO. Nuovo giro di valzer a Castelsardo. La dirigenza del club rossoblù ha presentato le dimissioni - annunciate già da tempo - e ha affidato la società a un commercialista, Alessandro Trudda, con studio a Sassari. Il professionista dovrà gestire il passaggio di mano del club dal vecchio gruppo dirigente a eventuali nuovi soci. E avrà tempo fino al 20 giugno per portare a termine il suo lavoro. «Abbiamo deciso di passare la mano – ha spiegato il presidente uscente Andrea Prato – perchè ci siamo resi conto che non è possibile fare calcio avendo contro l’amministrazione comunale. Lo abbiamo denunciato più volte ma ci rendiamo contro che la nostra è una battaglia inutile. Evidentemente l’amministrazione ha altre priorità e non capisce quanto è importate la funzionale sociale dello sport».
Prato lascia ma con qualche rammarico. «Abbiamo costruito una squadra con l’età media più bassa del campionato e la lasciamo senza un euro di debiti nei confronti dello staff e dei ragazzi. Abbiamo già approvato il bilancio che è a disposizione di chiunque fosse interessato a portare avanti il nostro lavoro. Passiamo la mano lasciando in patrimonio una rosa di tesserati importanti (diversi giocatori hanno offerte da categorie superiori) e senza chiedere nulla. La società ha un solo debito di 26 mila euro per lavori fatti allo stadio (56mila sono già stati saldati) ma anche qualche credito con gli sponsor. E’ un’operazione che si può chiudere in fretta e che mi auguro, per il bene della squadra, che possa andare a buon fine».
Il presidente conferma che la scelta di mollare non è di oggi e non è dovuta a un calo di passione per il pallone. «Avevo deciso già a febbraio e lo avevo dichiarato in un’intervista proprio alla Nuova. A Castelsardo non si può fare calcio senza l’aiuto dell’amministrazione comunale e per me non aveva più senso andare avanti. Questo non significa rinunciare ai gol. In questi giorni ho ricevuto diverse proposte di collaborazione con altri club e mi sto guardando intorno».
E il futuro del Castelsardo? Nella cittadina si dà per certo l’interessamento di un gruppo di imprenditori locali anche se, al momento, si tratta solo di voci.
Tra i si dice anche quello di un intervento del primo cittadino per evitare che il 21 il dottor Trudda, scaduto il suo mandato, si presenti nell’ufficio nelle entrate per chiudere la posizione della società. Sarebbe davvero un fallimento per il Castelsardo e per Castelsardo. (a.l.)
Prato lascia ma con qualche rammarico. «Abbiamo costruito una squadra con l’età media più bassa del campionato e la lasciamo senza un euro di debiti nei confronti dello staff e dei ragazzi. Abbiamo già approvato il bilancio che è a disposizione di chiunque fosse interessato a portare avanti il nostro lavoro. Passiamo la mano lasciando in patrimonio una rosa di tesserati importanti (diversi giocatori hanno offerte da categorie superiori) e senza chiedere nulla. La società ha un solo debito di 26 mila euro per lavori fatti allo stadio (56mila sono già stati saldati) ma anche qualche credito con gli sponsor. E’ un’operazione che si può chiudere in fretta e che mi auguro, per il bene della squadra, che possa andare a buon fine».
Il presidente conferma che la scelta di mollare non è di oggi e non è dovuta a un calo di passione per il pallone. «Avevo deciso già a febbraio e lo avevo dichiarato in un’intervista proprio alla Nuova. A Castelsardo non si può fare calcio senza l’aiuto dell’amministrazione comunale e per me non aveva più senso andare avanti. Questo non significa rinunciare ai gol. In questi giorni ho ricevuto diverse proposte di collaborazione con altri club e mi sto guardando intorno».
E il futuro del Castelsardo? Nella cittadina si dà per certo l’interessamento di un gruppo di imprenditori locali anche se, al momento, si tratta solo di voci.
Tra i si dice anche quello di un intervento del primo cittadino per evitare che il 21 il dottor Trudda, scaduto il suo mandato, si presenti nell’ufficio nelle entrate per chiudere la posizione della società. Sarebbe davvero un fallimento per il Castelsardo e per Castelsardo. (a.l.)
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