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Francia e Croazia a un passo dalla storia

Francia e Croazia a un passo dalla storia

Alle 17 il fischio d’inizio di una finale inattesa e incertissima: la sfrontatezza di Mbappè contro il talento di Modric

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MOSCA. Il Mondiale di Putin volge al termine. Questa sera (ore 17) le nazionali di Francia e Croazia si contenderanno la Coppa del Mondo in una finale inedita. L’ultima partita del torneo che si giocherà allo stadio Luzhnikì di Mosca alla presenza di una dozzina tra capi di Stato e di governo. Segno che ormai l'isolamento internazionale della Russia è solo un ricordo. Per il Cremlino è per la Fifa è già tempo di tirare le somme e il bilancio appare positivo. Per Gianni Infantino i Mondiali di quest'anno sono stati «i migliori di sempre». Per la Russia sono stati una vetrina per mostrarsi come un Paese all'avanguardia, al di là dei tanti problemi sociali e delle violazioni dei diritti che l'affliggono. Il campionati del mondo dovevano essere una sorta di duello iridato tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. I due fuoriclasse hanno però dovuto fare le valigie già dopo gli ottavi. La sfida di oggi è invece quella di Mbappè contro Modric. Il talento francese contro il playmaker della Croazia, vera squadra rivelazione del torneo.

Le telecamere non saranno però rivolte solo sul manto erboso, ma anche sulla tribuna d'onore, dove a far compagnia al leader del Cremlino, ci saranno il capo di Stato francese Emmanuel Macron e la presidente croata Kolinda Grabar Kitarovic. Ma anche il premier euroscettico ungherese Viktor Orban, il leader palestinese Abu Mazen, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini, che in questi anni non ha perso occasione per tessere le lodi del suo «amico» Putin.

Tornado alla sfida il pronostico verde leggermente favoriti i francesi anche se la Croazia avrà dalla sua il sostegno del pubblico e l’euforia per essere avvivata fino all’ultimo atto del Mondiale. «Se vinceremo la Coppa, nessuno sarà più orgoglioso di noi, che veniamo da una nazione così piccola», è il messaggio che il ct della Croazia, Zlatko Dalic, manda al resto del mondo abituato fino ad oggi a considerare la squadra con la maglia a scacchi una grande incompiuta. «Chi sia il nostro avversario non ci interessa, né le tradizioni, né le statistiche: sono fatte per essere abbattute».

«Per un professionista non c'è niente di più bello, di più forte di poter giocare nella finale dei Mondiali – gli ha risposto il ct della Francia Didier Deschamps –. La chiave per vincere sarà un equilibrio tra sicurezza, serenità e concentrazione. La sconfitta nella finale dell'Europeo 2016 dovrà servirci da lezione».

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