L’exploit croato riapre le ferite nei Balcani
Calcio e politica: Serbia divisa sul tifo, Djokovic pro-Croazia finisce nel mirino dei nazionalisti
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ROMA. L'exploit della Croazia al mondiale di Russia ha suscitato reazioni contrastanti nei Balcani, dove anche lo sport, a cominciare dal calcio, è permeato di politica e nazionalismo, e suscita emozioni e sentimenti che affondano le radici nel passato turbolento della regione, segnata da ultimo negli anni novanta dalle tragiche guerre che hanno portato alla disintegrazione della Federazione jugoslava. Così, se alcuni nelle ultime settimane hanno assistito con soddisfazione alla marcia trionfale della nazionale a scacchi verso la finale con la Francia, rallegrandosi per la presenza di un Paese balcanico ai vertici del calcio mondiale, in tanti altri nella regione il successo dei croati ha suscitato invidie, rancori mai sopiti e desideri di rivincita.
L'esempio più immediato si è avuto in Serbia, i cui rapporti con la Croazia sono ancora molto tesi a causa dei tanti strascichi e questioni ancora irrisolte legate alle conseguenze del conflitto armato del 1991-1995, dopo che Belgrado si era opposta alla proclamazione di indipendenza di Zagabria. In occasione della partita della Croazia con i padroni di casa della Russia nei quarti di finale del torneo, il presidente serbo Aleksandar Vucic aveva subito detto che avrebbe tifato per i russi (alleati storici dei serbi nei Balcani). «E se tale partita si giocasse altre mille volte, starei sempre dalla parte della Russia», aveva aggiunto Vucic. Successivamente, il ministro degli esteri Ivica Dacic si era schierato con l'Inghilterra nella semifinale persa dagli inglesi contro Modric e compagni. E Novak Djokovic, il campione ex numero uno del tennis mondiale, è stato criticato da esponenti politici serbi conservatori e nazionalisti per aver tifato Croazia. La contrapposizione pro o contro croati divide anche i commentatiri tv e impazza sul web. Vedremo che cosa succederà dopo la fnale di questa sera.
L'esempio più immediato si è avuto in Serbia, i cui rapporti con la Croazia sono ancora molto tesi a causa dei tanti strascichi e questioni ancora irrisolte legate alle conseguenze del conflitto armato del 1991-1995, dopo che Belgrado si era opposta alla proclamazione di indipendenza di Zagabria. In occasione della partita della Croazia con i padroni di casa della Russia nei quarti di finale del torneo, il presidente serbo Aleksandar Vucic aveva subito detto che avrebbe tifato per i russi (alleati storici dei serbi nei Balcani). «E se tale partita si giocasse altre mille volte, starei sempre dalla parte della Russia», aveva aggiunto Vucic. Successivamente, il ministro degli esteri Ivica Dacic si era schierato con l'Inghilterra nella semifinale persa dagli inglesi contro Modric e compagni. E Novak Djokovic, il campione ex numero uno del tennis mondiale, è stato criticato da esponenti politici serbi conservatori e nazionalisti per aver tifato Croazia. La contrapposizione pro o contro croati divide anche i commentatiri tv e impazza sul web. Vedremo che cosa succederà dopo la fnale di questa sera.
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