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L’amarezza di Pavoletti: «Partitaccia»

Il bomber fa autocritica: «Non possiamo permetterci distrazioni del genere»

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EMPOLI. «Nessuno di noi si aspettava una partita del genere». Leonardo Pavoletti è furioso. La punta, bomber l'anno scorso con 11 gol, taglia corto: «Venivamo dalla vittoria in Coppa col Palermo, motivati per fare una performance positiva. Invece, eravamo impauriti, ad aspettare chissà cosa e l'Empoli al nostro minimo errore ci ha punito». Eppure, qualcosa si è visto. Ad esempio, una girata di testa delle sue, su cross di Ionita, di un filo alta. Avrebbe riportato il Cagliari sull'1-1. Ma anche il palo, colpito con un destro a giro dal limite dell'area, grida vendetta.

La bordata avrebbe riaperto la partita. Due buoni motivi per far infuriare Leonardo Pavoletti. Il centravanti ivornese non è partito al meglio. E ha patito la scarsa vena balistica dei crossatori. Da Faragò a Lykogiannis, palloni aerei lunghi e lenti, facili per i lunghi dell'Empoli. Si ripassa dall'approccio: «Possiamo fare meglio sul piano tecnico ma è fondamentale aggredire l'avversario e vincere i contrasti. Inoltre, andare sulle seconde palle fa la differenza. Abbiamo fatto una partita - ha detto il numero 30 - che il Cagliari non può permettersi. Dobbiamo essere pronti per prendere punti ovunque. Comunque, tre occasioni le abbiamo avute, ma senza un pizzico di fortuna».

Come ha detto Maran, squadra troppo brutta per essere vera dopo il percorso positivo nei test estivi. Poca lotta e meno rabbia. «Mi è rimbalzata sulla spalla, cosa fischi? È assurdo» il labiale del centravanti con Chiffi. «Serve cattiveria, fin dal primo pallone, altrimenti è dura, L'umore? Siamo tutti molto dispiaciuti. Dobbiamo trovare subito voglia di reagire. Da martedì testa e cuore per il Sassuolo alla Sardegna Arena» rimarca Pavoletti.

Anche il volto scuro di Daniele Conti, inquadrato in tribuna, e la smorfia perplessa del vice presidente Stefano Filucchi, colto dalle tv mentre esce dal campo, danno idea di una serata no. «Illusi dopo il bel precampionato? No, ma prendiamo questo schiaffo e - chiude il bomber - lavoriamo per migliorare».

Mario Frongia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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