Cagliari poco incisivo tutto facile per l’Inter
di Roberto Muretto
I rossoblù troppo leziosi, le punte non arrivano mai al tiro
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INVIATO A MILANO. Questa volta il Cagliari se l'è giocata. Non ha fatto la brutta figura rimediata la scorsa stagione. E' vero che torna a casa senza punti ma almeno ci ha provato, riuscendoci a tratti a mettere in difficoltà un avversario più forte. Il problema è che fare gol sta diventando un grosso limite e se nel calcio non segni, di strada ne fai poca. Il gol che ha sbloccato la sfida è un'amnesia commessa in condominio da Andreolli e Klavan, che pur essendo due giganti rispetto a Lautaro Martinez, si sono fatti beffare di testa su un cross dall'attaccante neroazzurro. I rossoblù hanno confermato i soliti limiti offensivi. Nello specchio della porta non hanno mai tirato e con un Pavoletti che non sta bene fisicamente, i problemi si amplificano. Alla squadra manca il guizzo, la cattiveria sotto porta e anche quando l'Inter ha concesso delle situazioni favorevoli, non c'è stata la zampata che avrebbe cambiato il corso del match. E' vero che la baracca in piedi l'ha tenuta Cragno con un paio di interventi capolavoro, ma se non fai gol, difficilmente salvi la pelle. Per il Cagliari è un problema da risolvere, altrimenti tutto si complica. Sabato col Bologna è già nella condizione che deve vincere. Per forza.
Turnover. Sono sei le novità nella formazione del Cagliari rispetto alla gara con la Samp. In difesa è il turno di Andreolli e Faragò. A Centrocampo spazio a Dessena e Bradaric (vertice basso), Ionita è il trequartista, Sau il compagno di Pavoletti (mai a bersaglio al "Meazza") in avanti. Spalletti cambia molto. L'allenatore dell'Inter pensa alla gara di Champions col Psv e lascia fuori molti titolari. Tra questi Icardi, Brozovic, Perisic e Vecino. Rispolvera Lautaro Martinez e Miranda, dà ancora fiducia a Candreva che con Politano ha il compito di affondare sulle fasce. Quello neroazzurro è un 4-2-3-1.
Belle statuine. Ci mette una manciata di minuti l'Inter a sbloccare la partita. Lo fa appena si affaccia per la prima volta nell'area del Cagliari. Klavan e Andreolli, due giganti rispetto a Lautaro Martinez, si fanno superare in elevazione dal "piccoletto" (rende ad entrambi una ventina di centimetri) che colpisce indisturbato di testa e non perdona. Un errore che ha quasi dell' incredibile. Lascia di stucco anche il mister rossoblù che allarga le braccia sconsolato. La squadra sarda è in bambola, fatica a costruire il gioco contro un avversario che pressa alto, chiude le linee di passaggio, diventa pericoloso se trova spazi nelle ripartenze. Ai rossoblù servirebbe un pizzico di cattiveria agonistica, alzare il livello della pressione. Quando lo fanno l'Inter commette delle leggerezze in uscita, manca il guizzo .
Timida reazione. Il Cagliari torna in campo con Pisacane al posto di Klavan. Inizia col piglio giusto è più aggressivo, fa girare la palla velocemente. L'Inter sembra un po' stanca ma ai rossoblù manca sempre qualcosa per riuscire a finalizzare. Spalletti manda in campo Brozovic, fuori Gagliardini. L'idea è chiarissima, ridare verve al centrocampo con un giocatore abile a farsi trovare smarcato e dare profondità alla manovra. Maran si gioca la carta Joao Pedro. Fuori Bradaric. Non cambia il modulo ma le posizioni di Barella che diventa il regista e Ionita che passa a sinistra con il nuovo entrato libero di spaziare tra le linee. Cragno tiene in piedi la baracca respingendo una conclusione a colpo sicuro di Candreva e poi si supera su un velenoso rasoterra di Politano. Il Cagliari è comunque dentro la partita.
Furbata. Il gol del pari il Cagliari lo segna con Dessena ma il tocco di mano è talmente netto che non sfugge all'occhio della Var. Ineccepibile la decisione assunta da Massa che va a vedere le immagini di persona. Nel finale la "pazza" Inter trova il secondo gol con Politano. A quel punto i rossoblù mollano. Arriva la terza sconfitta in sette gare. Così la salvezza non sarà una passeggiata.
Turnover. Sono sei le novità nella formazione del Cagliari rispetto alla gara con la Samp. In difesa è il turno di Andreolli e Faragò. A Centrocampo spazio a Dessena e Bradaric (vertice basso), Ionita è il trequartista, Sau il compagno di Pavoletti (mai a bersaglio al "Meazza") in avanti. Spalletti cambia molto. L'allenatore dell'Inter pensa alla gara di Champions col Psv e lascia fuori molti titolari. Tra questi Icardi, Brozovic, Perisic e Vecino. Rispolvera Lautaro Martinez e Miranda, dà ancora fiducia a Candreva che con Politano ha il compito di affondare sulle fasce. Quello neroazzurro è un 4-2-3-1.
Belle statuine. Ci mette una manciata di minuti l'Inter a sbloccare la partita. Lo fa appena si affaccia per la prima volta nell'area del Cagliari. Klavan e Andreolli, due giganti rispetto a Lautaro Martinez, si fanno superare in elevazione dal "piccoletto" (rende ad entrambi una ventina di centimetri) che colpisce indisturbato di testa e non perdona. Un errore che ha quasi dell' incredibile. Lascia di stucco anche il mister rossoblù che allarga le braccia sconsolato. La squadra sarda è in bambola, fatica a costruire il gioco contro un avversario che pressa alto, chiude le linee di passaggio, diventa pericoloso se trova spazi nelle ripartenze. Ai rossoblù servirebbe un pizzico di cattiveria agonistica, alzare il livello della pressione. Quando lo fanno l'Inter commette delle leggerezze in uscita, manca il guizzo .
Timida reazione. Il Cagliari torna in campo con Pisacane al posto di Klavan. Inizia col piglio giusto è più aggressivo, fa girare la palla velocemente. L'Inter sembra un po' stanca ma ai rossoblù manca sempre qualcosa per riuscire a finalizzare. Spalletti manda in campo Brozovic, fuori Gagliardini. L'idea è chiarissima, ridare verve al centrocampo con un giocatore abile a farsi trovare smarcato e dare profondità alla manovra. Maran si gioca la carta Joao Pedro. Fuori Bradaric. Non cambia il modulo ma le posizioni di Barella che diventa il regista e Ionita che passa a sinistra con il nuovo entrato libero di spaziare tra le linee. Cragno tiene in piedi la baracca respingendo una conclusione a colpo sicuro di Candreva e poi si supera su un velenoso rasoterra di Politano. Il Cagliari è comunque dentro la partita.
Furbata. Il gol del pari il Cagliari lo segna con Dessena ma il tocco di mano è talmente netto che non sfugge all'occhio della Var. Ineccepibile la decisione assunta da Massa che va a vedere le immagini di persona. Nel finale la "pazza" Inter trova il secondo gol con Politano. A quel punto i rossoblù mollano. Arriva la terza sconfitta in sette gare. Così la salvezza non sarà una passeggiata.
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