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Hamilton trionfa a Suzuka Vettel a pezzi: un disastro

Hamilton trionfa a Suzuka Vettel a pezzi: un disastro

Formula 1: ormai il titolo è saldamente nelle mani del britannico e delle Mercedes Nuovo errore del tedesco in un sorpasso e ai box delle Ferrari l’aria si fa pesante

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SUZUKA. Hmilton ha stravinto il Gp del Giappone e scavato il fosso: +67 punti Vetterl, solo sesto all’arrivo. Il 21 ottobre, ad Austin, il pilota della Mercedes avrà a disposizione il primo match point della stagione e conquistare il suo quinto titolo mondiale. Ma al di là della cavalcata del britannico a fare scalpore è l’ennesimo flop delle Ferrari. Male sabato, peggio domenica, morale «un disastro». Sebastian Vettel non ha trovato altri aggettivi per fotografare il suo non indimenticabile Gp del Giappone, chiuso nelle retrovie. Appena sceso dalla monoposto al termine dei 53 giri che hanno somigliato più che altro a un vero calvario (partito 8/0, poi subito 4/o ma retrocesso al penultimo posto dopo il tamponamento con Verstappen) il pilota tedesco, visibilmente amareggiato ha non trovato altri termini per sintetizzare la gara che parte, ovviamente, dall'incidente con l'olandese della Red Bull al nono giro: «Era il punto giusto per me, ci ho provato – ha raccontato – ho spinto al massimo ma lui non mi ha lasciato spazio. Siamo entrati in curva fianco a fianco, non potevamo farla insieme. Poi è stato un disastro, niente safety car, il sesto posto era il massimo che potevo fare».

Quasi una resa. «Con risultati così non è facile per noi - ha aggiunto Vettel – lavoriamo tanto tutto l'anno ma le ultime gare sono state difficili per tutti, per me, per la squadra, i tifosi. A volte non so che dire, perché non è giusto. Ma è così. Qualche volte la vita in pista è difficile, adesso andiamo ad Austin e daremo il massimo. Ci sono ancora tante prove per noi - chiude cercando di trasmettere un po’ di ottimismo – per migliorare quest'anno e l'anno prossimo».

Rosso caos. Anche il suo compagno di squadra Kimi Raikkonen ha avuto a che fare con Verstappen: «Dopo il contatto ho visto alcune parti dalla mia auto volare via, e la macchina ha riportato danni ingenti. Ovviamente questo ha influito sul resto della mia gara», ha commentato il finlandese, «un vero peccato perché dopo è stato tutto molto difficile e non c'era molto che potessi fare. Difficile dire quale sarebbe stata la nostra prestazione senza l'incidente alla chicane. Nel complesso è stato un fine settimana difficile e deludente».

Facce tristi. Sabato il team principal Maurizio Arrivabene era andato su tutte le furie per la scellerata scelta del «muretto», le gomme sbagliate in qualifica, ma dopo l'arrabbiatura ha assolto tutti al termine della gara. «Sia la squadra che i piloti hanno reagito bene – le sue parole a Sky - Senza gli episodi capitati in pista, il podio sarebbe stato alla nostra portata. Una reazione di orgoglio l'hanno avuta tutti quanti, la gara è stata gestita bene, dai pit stop alla tattica di gara alle macchine: nonostante le parti mancanti sulla vettura, Seb ha fatto il giro veloce anche se, come dicono a Napoli, è la consolazione dei fessi. Ad Austin - conclude - andremo con le spirito di sempre, quello di non mollare anche se i numeri non sono dalla nostra parte».

La gara. Le Frecce d'argento sono scattate al comando senza problemi, con Verstappen buon terzo e Vttel scattato come un fionda. Ma per il tedesco l’errore è arrivato subito: dopo la safety car al 4/o giro per il contatto Leclerc-Magnussen, Vettel s’è avvicinato molto a Verstappen. Nel successivo tentativo di sorpasso, azzardato in quel tratto di pista, ha cercato di passare ma, come a Monza, è stato lui ad avere la peggio. Così, una gara che era già complicata dopo il patatrac nelle qualifiche, è diventata complicatissima e la sua corsa è finita lì. Intanto la gara di testa è andata avanti senza colpi di scena, con Hamilton davanti a tutti grazie a un ritmo insostenibile. A metà gara di fatto è tutto finito: primo il britannico, poi Bottas e Verstappen sul podio, Ricciardo e Raikkonen dietro.

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