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Tutti in campo dietro un pallone

Tutti in campo dietro un pallone

Ricominciano i tornei provinciali del Centro Sportivo Italiano, al via un esercito di mini calciatori

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SASSARI. Palla al centro, si ricomincia. Anche quest’anno il Csi, il Centro Sportivo Italiano, scende in campo per promuovere lo sport come strumento di crescita, di impegno, di aggregazione sociale e di educazione. Un impegno rivolto a tutte le fasce d’età ma con un’attenzione particolare per i più giovani. «Da sempre – spiega Giuseppe Porqueddu, presidente del comitato provinciale di Sassari – la nostra associazione monitora l’attività giovanile con grande attenzione per chi si avvicina per la prima volta a un campo di calcio ma anche con regole ben precise per gli adulti che li accompagnano e li seguono: dagli allenatori agli arbitri, dai genitori ai dirigenti. Siamo tutti coinvolti in una sfida educativa che nessuno può permettersi di perdere».

Una sfida che è anche organizzativa considerato che sono più di 100 le società affiliate con quasi 200 squadre pronte a confrontarsi, da adesso fino a maggio, su tutti i campi della provincia. Numeri impressionanti che la Nuova Sardegna non poteva ignorare. Così da quest’anno, una volta alla settimana, il giornale darà spazio alle storie e ai personaggi che hanno qualcosa da dire o un esempio da lasciare. Sarà un modo per raccontare un mondo che merita attenzioni e che non sempre riesce a trovare spazio sulle pagine dei giornali. Parleremo dei bambini e del gioco più bello del mondo osservandoli con un occhio speciale. Non daremo importanza ai risultati ma all’impegno, al fair play, alla passione. Sposeremo la filosofia del Csi che pretende un impegno educativo molto alto dai suoi associati. «Crediamo nell'agonismo e nella competizione come elementi fondamentali dello sport giovanile e in questo senso gli adulti devono essere una risorsa preziosa, non un problema – spiega Giuseppe Porqueddu –. Faremo una classifica anche dei genitori e abbiamo istituzionalizzato l’obbligo di formazione per allenatori e arbitri».

La tutela della salute è un altro argomento sul quale il Centro Sportivo Italiano si batte da sempre. «Alla luce delle disposizioni legislative in materia - prosegue Porqueddu - abbiamo reso obbligatoria la presenza di un addetto all’utilizzo del defibrillatore durante tutte le nostre gare ufficiali. Senza questa figura la partita non potrà iniziare. Per questo dal 2015, prima ancora dell’entrata in vigore del Decreto Balduzzi, stiamo organizzando corsi di aggiornamento in collaborazione con il personale del 118».

Molta attenzione anche ai format dei campionati e ai regolamenti tecnici pensati per i bambini: «Ogni baby calciatore è prima di tutto un bambino - racconta il coordinatore tecnico del Csi Giovanni Daga - che deve crescere con i suoi tempi e senza l’ansia della prestazione. Per questo da ormai diversi anni abbiamo pensato e strutturato regolamenti ad hoc per i campionati giovanili, molto apprezzati da tutte le società con le quali ci confrontiamo continuamente per costruire proposte adeguate alle esigenze dei nostri ragazzi». Insomma un calcio diverso da quello al quale siamo abituati. Il pallone che ritorna a essere un gioco e uno strumento di crescita per gli uomini di domani. Ci sarà qualche campione? Vedremo, ma senza fretta, senza ansia e senza il dogma della vittoria a tutti a tutti costi. Il bello che campionati Csi è che vincono tutti. E noi proveremo a raccontarlo.

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