E a bordo campo vincono le donne
La presidente Serena Camboni: «Il ruolo della mamma resta fondamentale»
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SASSARI. Remo è un pupazzo che indossa il completo della Cantera e si aggira nei pressi del terreno di gioco per farsi fotografare in compagnia dei bambini. È l’idolo di tutti e il collante che unisce i piccoli atleti a prescindere dai colori sociali.
«Dovevamo pensare a qualcosa che creasse unione e simpatia allo stesso tempo e devo dire che abbiamo colpito nel segno», dice la presidente della Cantera, Serena Camboni.
Negli ultimi anni, le donne sono in forte aumento nei ruoli apicali delle società sportive di base, «anche perché – spiega Serena – quelli dirigenziali sono incarichi in cui la sensibilità gioca un ruolo decisivo. I bambini vedono in noi donne quasi una seconda mamma e noi siamo pronte ad ascoltare ed aiutare. Per cui spero di vedere sempre più donne nella dirigenza delle società».
I risultati sul campo sono importanti, perché l’agonismo fa parte del gioco e del rispetto di sé stessi e dell’avversario. Ma le vittorie, in questi quattro anni di attività della Cantera, sono state anche altre.
«Ricordo la prima volta al campo di un bambino autistico – prosegue Serena Camboni –. Ovviamente non dava confidenza a nessuno, né ai compagni né tantomeno al mister. Devo riconoscere che c’è stato un grande lavoro da parte della mamma, davvero esemplare, e qui ha trovato l’apertura di cui aveva bisogno. Ora è perfettamente a suo agio: si allena, gioca regolarmente e, soprattutto, fa gruppo anche fuori dal campo. So che anche altre società hanno avuto esperienze simili e questo, da mamma oltre che da dirigente, non può che farmi felice».
Il dialogo con i genitori rappresenta una base importante per il lavoro della Scuola Calcio, ma ci sono altre istituzioni con cui si è acceso un rapporto quotidiano. «I Servizi sociali e la Casa famiglia contano molto sulla nostra collaborazione. Spesso lo sport, e in questo caso il calcio, rappresentano lo spazio di felicità che il bambino cerca con insistenza per fuggire mentalmente da altre problematiche famigliari. L’accoglienza e l’inclusione, infatti, sono elementi indispensabili che ogni società sportiva di base deve mettere in campo ogni giorno».
«Dovevamo pensare a qualcosa che creasse unione e simpatia allo stesso tempo e devo dire che abbiamo colpito nel segno», dice la presidente della Cantera, Serena Camboni.
Negli ultimi anni, le donne sono in forte aumento nei ruoli apicali delle società sportive di base, «anche perché – spiega Serena – quelli dirigenziali sono incarichi in cui la sensibilità gioca un ruolo decisivo. I bambini vedono in noi donne quasi una seconda mamma e noi siamo pronte ad ascoltare ed aiutare. Per cui spero di vedere sempre più donne nella dirigenza delle società».
I risultati sul campo sono importanti, perché l’agonismo fa parte del gioco e del rispetto di sé stessi e dell’avversario. Ma le vittorie, in questi quattro anni di attività della Cantera, sono state anche altre.
«Ricordo la prima volta al campo di un bambino autistico – prosegue Serena Camboni –. Ovviamente non dava confidenza a nessuno, né ai compagni né tantomeno al mister. Devo riconoscere che c’è stato un grande lavoro da parte della mamma, davvero esemplare, e qui ha trovato l’apertura di cui aveva bisogno. Ora è perfettamente a suo agio: si allena, gioca regolarmente e, soprattutto, fa gruppo anche fuori dal campo. So che anche altre società hanno avuto esperienze simili e questo, da mamma oltre che da dirigente, non può che farmi felice».
Il dialogo con i genitori rappresenta una base importante per il lavoro della Scuola Calcio, ma ci sono altre istituzioni con cui si è acceso un rapporto quotidiano. «I Servizi sociali e la Casa famiglia contano molto sulla nostra collaborazione. Spesso lo sport, e in questo caso il calcio, rappresentano lo spazio di felicità che il bambino cerca con insistenza per fuggire mentalmente da altre problematiche famigliari. L’accoglienza e l’inclusione, infatti, sono elementi indispensabili che ogni società sportiva di base deve mettere in campo ogni giorno».
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