La San Paolo è sempre giovane
La società sassarese (1986) candidata al premio Discobolo d’oro grazie ai suoi metodi all’avanguardia
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SASSARI. Nel gennaio del 2016 i dirigenti del Csi di Sassari avviarono una serie di incontri “a casa” delle società sportive, con l’obiettivo di scrivere insieme a loro le politiche sportive da sviluppare nel quadriennio successivo. Ad ogni visita del “Tour delle Società” seguiva una relazione inviata a poi a tutte le società sportive.
Nel documento relativo alla visita alla San Paolo, datato 13 gennaio 2016, si legge: «Dal confronto con la San Paolo è emersa, con forza, la proposta di avere uno spazio sulla Nuova Sardegna riservato al Csi Sassari e a tutte le sue società, nel quale raccontare la nostra realtà, il nostro modo di vivere lo sport, i valori che ogni giorno mettiamo in campo per vincere la sfida educativa e associativa». Oggi, a quasi tre anni di distanza quel sogno è diventato realtà, anche grazie al dialogo costruttivo e lungimirante con chi è cambiato nel tempo restando però sé stesso.
La San Paolo di Sassari oggi conta attualmente circa trecento atleti tesserati ai campionati Csi distribuiti dalla categoria Micro-Micro fino ai Giovanissimi/Under 14. «Ma sempre legati alla Parrocchia di San Paolo Apostolo – dice il presidente della società, Antonello Saba – e al dialogo con don Luciano, che ci aiuta a coinvolgere i nostri atleti nelle molteplici iniziative promosse dall’Oratorio».
Affiliata al Centro sportivo italiano ininterrottamente dal 1986, prossima al “Discobolo d’Oro” – la più alta onorificenza che il Csi riconosce alle sue società –, la San Paolo unisce la crescita educativa a quella tecnica.
«Siamo stati sostenitori della prima ora dei corsi di formazione per gli allenatori e l’inserimento le regole ritagliate su misura di bambino del Csi – prosegue il numero uno della San Paolo – e a queste abbiamo aggiunto un valore importante: da luglio scorso è nata una collaborazione con una società di Torino, la Individual Soccer School (Iss): ogni lunedì al campo di Carbonazzi i bambini delle categorie Mini ed Esordienti hanno la possibilità di svolgere allenamenti di tecnica individuale con seri professionisti e rafforza il già ottimo lavoro quotidiano diretto da Michele Pintauro e Salvatore Sabino ai quali è stata affidata la direzione tecnica rispettivamente di Settore giovanile e Scuola Calcio».
Nella stagione 2017 gli Under 14 della San Paolo Sassari hanno ottenuto un riconoscimento dalla Lega calcio di Serie A, dallo sponsor Tim e dallo stesso Csi per il torneo educativo “Campioni nella vita”, una manifestazione che si è svolta in parallelo a quella giocata sul campo, la “Junior Tim Cup”, che ha visto i ragazzi gialloblù partecipare ad alcune attività di inclusione sociale, in particolare danza-terapia, insieme all’Associazione “Up&Down”.
Ultimo ma non meno importante, la tutela sanitaria degli atleti.
Il defibrillatore semiautomatico è fondamentale «ma ci sono altri aspetti da non sottovalutare – conclude il presidente Antonello Saba – come le procedure di verifica della sicurezza nell’impianto di gioco. Abbiamo istruito tutti i nostri operatori, tecnici e dirigenti, ai comportamenti da tenere nei momenti di attività ordinaria che di emergenza: quando in campo ci sono i bambini la soglia dell’attenzione deve essere ancora più alta».
Nel documento relativo alla visita alla San Paolo, datato 13 gennaio 2016, si legge: «Dal confronto con la San Paolo è emersa, con forza, la proposta di avere uno spazio sulla Nuova Sardegna riservato al Csi Sassari e a tutte le sue società, nel quale raccontare la nostra realtà, il nostro modo di vivere lo sport, i valori che ogni giorno mettiamo in campo per vincere la sfida educativa e associativa». Oggi, a quasi tre anni di distanza quel sogno è diventato realtà, anche grazie al dialogo costruttivo e lungimirante con chi è cambiato nel tempo restando però sé stesso.
La San Paolo di Sassari oggi conta attualmente circa trecento atleti tesserati ai campionati Csi distribuiti dalla categoria Micro-Micro fino ai Giovanissimi/Under 14. «Ma sempre legati alla Parrocchia di San Paolo Apostolo – dice il presidente della società, Antonello Saba – e al dialogo con don Luciano, che ci aiuta a coinvolgere i nostri atleti nelle molteplici iniziative promosse dall’Oratorio».
Affiliata al Centro sportivo italiano ininterrottamente dal 1986, prossima al “Discobolo d’Oro” – la più alta onorificenza che il Csi riconosce alle sue società –, la San Paolo unisce la crescita educativa a quella tecnica.
«Siamo stati sostenitori della prima ora dei corsi di formazione per gli allenatori e l’inserimento le regole ritagliate su misura di bambino del Csi – prosegue il numero uno della San Paolo – e a queste abbiamo aggiunto un valore importante: da luglio scorso è nata una collaborazione con una società di Torino, la Individual Soccer School (Iss): ogni lunedì al campo di Carbonazzi i bambini delle categorie Mini ed Esordienti hanno la possibilità di svolgere allenamenti di tecnica individuale con seri professionisti e rafforza il già ottimo lavoro quotidiano diretto da Michele Pintauro e Salvatore Sabino ai quali è stata affidata la direzione tecnica rispettivamente di Settore giovanile e Scuola Calcio».
Nella stagione 2017 gli Under 14 della San Paolo Sassari hanno ottenuto un riconoscimento dalla Lega calcio di Serie A, dallo sponsor Tim e dallo stesso Csi per il torneo educativo “Campioni nella vita”, una manifestazione che si è svolta in parallelo a quella giocata sul campo, la “Junior Tim Cup”, che ha visto i ragazzi gialloblù partecipare ad alcune attività di inclusione sociale, in particolare danza-terapia, insieme all’Associazione “Up&Down”.
Ultimo ma non meno importante, la tutela sanitaria degli atleti.
Il defibrillatore semiautomatico è fondamentale «ma ci sono altri aspetti da non sottovalutare – conclude il presidente Antonello Saba – come le procedure di verifica della sicurezza nell’impianto di gioco. Abbiamo istruito tutti i nostri operatori, tecnici e dirigenti, ai comportamenti da tenere nei momenti di attività ordinaria che di emergenza: quando in campo ci sono i bambini la soglia dell’attenzione deve essere ancora più alta».
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