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Manolas e Pellegrini La Roma vince a Mosca e vede vicini gli ottavi

CSKA MOSCA1ROMA2CSKA MOSCA (4-3-3): Akinfeev, Mario Fernandes (12' pt Schennikov), Rodrigo Becao, Magnusson, Nababkin, Akhmetov (32' st Khosonov), Bijol, Oblyakov, Vlasic, Chalov, Sigurdsson (19' st...

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CSKA MOSCA1

ROMA2

CSKA MOSCA (4-3-3): Akinfeev, Mario Fernandes (12' pt Schennikov), Rodrigo Becao, Magnusson, Nababkin, Akhmetov (32' st Khosonov), Bijol, Oblyakov, Vlasic, Chalov, Sigurdsson (19' st Chernov). All.: Goncharenko.

ROMA (4-2-3-1): Olsen, Santon, Manolas, Fazio, Kolarov, Nzonzi, Cristante, Florenzi (43' st Juan Gesus), Lo. Pellegrini (37' st Zaniolo), Kluivert (25' st Under), Dzeko. All.: Di Francesco.

ARBITRO: Cakir (Turchia).

RETI: nel pt 4' Manolas; nel st 6' Sigurdsson, 14' Lo. Pellegrini.

MOSCA

La Roma esce con il sorriso e a braccia alzate dalla ghiacciaia del Luzhniki stadium, tornando a casa con un successo (2-1) che vale oro e le schiude le porte degli ottavi di finale di Champions League. Contro il Real Madrid, a fine mese, basterà un pari all'Olimpico per andare avanti.

È una Roma che dimostra di saper soffrire, quella che batte per la seconda volta i russi del Cska Mosca, da combattimento, essenziale e meno svagata che in altre circostanze. Estremamente pratica, proprio come piace e Di Francesco. Che, sul campo dove il Real Madrid è stato sconfitto, va in vantaggio dopo appena 4' grazie a Manolas.

Il gol in apertura gela, più di quanto non faccia già il meteo, le ambizioni dei russi, che faticano a organizzarsi, irretiti oltretutto dall'equilibrato 4-2-3-1 dei giallorossi. La Roma spreca, e nella ripresa il Cska pareggia quasi subito con l'islandese Sigurdsson, dopo una percussione di Akhmetov: il suo tiro d'interno destro supera Olsen. È il 6', ma passano solo altri 8' e la Roma torna a condurre: Cristante ciabatta dal limite, il tiro diventa un assist per Pellegrini che supera Akinfeev (e firma il primo gol in Champions della carriera) con un tiro a incrociare. Poco prima i russi erano rimasti in 10 per l'espulsione di Magnusson, ma nessuno si accorge dell'inferiorità numerica, perché la Roma non riesce a capitalizzare l'uomo in più. Anzi, soffre e rischia pure.

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