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L’importante è fare “rete” col territorio

L’importante è fare “rete” col territorio

Il calcio in città è in profonda crisi, l’alleanza con l’Atletico Uri diventa strategica

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ALGHERO. Centro Sportivo Italiano e Nettuno Alghero si incontrano per la prima volta nell’estate del 2014, quando la società algherese decide di partecipare al campionato Mini a nove.

«L'impatto è stato positivo e ne siamo rimasti piacevolmente soddisfatti – dice il dirigente della società cataòlana Gianni Ledda –, tanto che abbiamo deciso di far seguire l'iscrizione di praticamente tutte le categorie. Sicuramente abbiamo apprezzato la pianificazione della stagione con l’inizio dedicato alla Nuova Sardegna Cup “Light” quale fase di preparazione al campionato: far incontrare le squadre in base alla posizione di classifica è decisamente stimolante e io ricordo, anche in passato, di aver detto in più occasioni che quella nostra squadra è, per così dire, “sbocciata in primavera”. I nostri atleti hanno cioè avuto la possibilità di tirar fuori il meglio e trovare quella fiducia di cui hanno bisogno e della quale, anche ora, si vedono i benefici».

Miglioramenti, però, che riguardano non solo l’aspetto emotivo ma anche quello fisico, grazie all’inserimento nell’organigramma di figure specializzate che seguono, orientandolo al meglio, lo sviluppo di crescita di bambini che oggi, senza il gioco di strada, partono in svantaggio rispetto alle vecchie generazioni.

Pensare al futuro educativo ma anche tecnico è un concetto che deve passare all’interno di ogni scuola calcio che si rispetti.

Nel periodo di difficoltà che l’Alghero calcistica vive in questo momento, la Nettuno ha deciso di stringere un’alleanza con l’Atletico Uri, società che milita nel campionato di Eccellenza regionale.

«Ci solleticava l’idea di trovare, non troppo distante da noi, realtà sportive che potessero offrire ai nostri ragazzi, una volta terminate le categorie del settore giovanile, occasioni di proseguire in campionati di buon livello. A Uri c’è un gruppo di dirigenti che ci ha dato questa possibilità, perché anche a loro permette di rinnovare il “serbatoio” giovanile e creare futuro per la prima squadra». Anche la Nettuno, quindi, sceglie di fare “rete” con il territorio e offrire ai ragazzi nuove occasioni di proseguire l’attività sportiva.



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