La Nuova Sardegna

Sport

«E adesso vogliamo ruggire a Brescia»

di Mario Carta ; w; Una volta sbloccato, la Dinamo si è messa a correre. Una volta tolto il freno a meno, sono fioccati i canestri. Tanti. E senza più il freno di stazionamento anche la classifica, dopo quattro stop nelle ultime cinque gare di campionato, dei quali tre di fila in casa, ha smesso di stazionare smuovendosi con decisione verso un posto nelle Final Eight. Una chiara immagine della Dinamo e del 114-73 rifilato a Pesaro è Marco Spissu, uno dei suoi cervelli in campo. Un cervello mercoledì lucido, unito a un cuore grande oltre che sassarese. Troppe volte dalla tribuna ti viene voglia di urlargli “e tira”, perché il tiro ce l’ha. E contro Pesaro oltre a tirare – e segnare: 13 punti –, ha anche firmato 6 assist e timbrato come tutti i compagni una gara in crescendo, fatta di grande personalità oltre che di tecnica. «Ci voleva un po’ di sicurezza, dopo la sconfitta di Avellino volevamo assolutamente la vittoria – sorride il più giovane dei tre playmaker della Dinamo –, perché ci serviva per la classifica. Abbiamo giocato una grande partita. Abbiamo difeso, abbiamo fatto anche canestro, quindi... E’ stato bello. Non puoi vincere sempre di quaranta, però ora dobbiamo andare a Brescia e cercare di portare a casa i due punti, sono fondamentali per entrare nelle Final Eight». La Dinamo alla ricerca dei due punti, la Dinamo a caccia di una striscia di vittorie. «Adesso ci serve continuità – prosegue Spissu –, di prestazione e di risultati. E’ vero che giocare davanti al nostro pubblico è più semplice però siamo professionisti, quindi dobbiamo cercare di vincere anche in trasferta». I segnali per essere ottimisti ci sono. La Dinamo contro Pesaro è partita un po’ contratta, poi una volta tolto il freno a mano non si è fermata più. Anche Spissu ha dovuto liberarsi di un peso, lui più di altri: «L’infortunio non mi ha aiutato, sono stato un mesetto fuori e in avvio non mi era mai successo – racconta il numero zero biancoblù –, per me è stato un po’ un trauma però mi sto allenando sempre al massimo e alla fine il lavoro paga, Contro Pesaro ho avuto le occasioni per tirare, bisogna sfruttarle. La palla è entrata, e da lì mi sono sbloccato». Giocando più sereno, tanto da potersi dedicare agli assist, in particolare a uno applauditissimo a tutto campo, dal palleggio: «Sì, sono cose che riescono quando sei tranquillo. Ora sono anche libero di testa. Ora gioco come so, giocare, adesso sono io. E se faccio divertire i tifosi e si vince, ancora meglio».
«E adesso vogliamo ruggire a Brescia»

Marco Spissu è il simbolo della Dinamo che si è sbloccata con il convincente successo su Pesaro e ora cerca continuità

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Una volta sbloccato, la Dinamo si è messa a correre. Una volta tolto il freno a meno, sono fioccati i canestri. Tanti. E senza più il freno di stazionamento anche la classifica, dopo quattro stop nelle ultime cinque gare di campionato, dei quali tre di fila in casa, ha smesso di stazionare smuovendosi con decisione verso un posto nelle Final Eight.

Una chiara immagine della Dinamo e del 114-73 rifilato a Pesaro è Marco Spissu, uno dei suoi cervelli in campo. Un cervello mercoledì lucido, unito a un cuore grande oltre che sassarese. Troppe volte dalla tribuna ti viene voglia di urlargli “e tira”, perché il tiro ce l’ha. E contro Pesaro oltre a tirare – e segnare: 13 punti –, ha anche firmato 6 assist e timbrato come tutti i compagni una gara in crescendo, fatta di grande personalità oltre che di tecnica. «Ci voleva un po’ di sicurezza, dopo la sconfitta di Avellino volevamo assolutamente la vittoria – sorride il più giovane dei tre playmaker della Dinamo –, perché ci serviva per la classifica. Abbiamo giocato una grande partita. Abbiamo difeso, abbiamo fatto anche canestro, quindi... E’ stato bello. Non puoi vincere sempre di quaranta, però ora dobbiamo andare a Brescia e cercare di portare a casa i due punti, sono fondamentali per entrare nelle Final Eight».

La Dinamo alla ricerca dei due punti, la Dinamo a caccia di una striscia di vittorie. «Adesso ci serve continuità – prosegue Spissu –, di prestazione e di risultati. E’ vero che giocare davanti al nostro pubblico è più semplice però siamo professionisti, quindi dobbiamo cercare di vincere anche in trasferta».

I segnali per essere ottimisti ci sono. La Dinamo contro Pesaro è partita un po’ contratta, poi una volta tolto il freno a mano non si è fermata più. Anche Spissu ha dovuto liberarsi di un peso, lui più di altri: «L’infortunio non mi ha aiutato, sono stato un mesetto fuori e in avvio non mi era mai successo – racconta il numero zero biancoblù –, per me è stato un po’ un trauma però mi sto allenando sempre al massimo e alla fine il lavoro paga, Contro Pesaro ho avuto le occasioni per tirare, bisogna sfruttarle. La palla è entrata, e da lì mi sono sbloccato». Giocando più sereno, tanto da potersi dedicare agli assist, in particolare a uno applauditissimo a tutto campo, dal palleggio: «Sì, sono cose che riescono quando sei tranquillo. Ora sono anche libero di testa. Ora gioco come so, giocare, adesso sono io. E se faccio divertire i tifosi e si vince, ancora meglio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative