«Dobbiamo restare umili sognare è pericoloso»
di Sandra Usai
Serie D. Patacchiola, difensore del Latte Dolce vicecapolista, vola basso «Domani con Trastevere sarà una gara difficile ma siamo pronti a lottare»
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SASSARI. Quattro vittorie e un incidente di percorso, a Latina. Sono i frutti delle prime cinque giornate biancocelesti, in un campionato che sta già guardando verso l'alto. Dopo il successo casalingo con la Vis Artena il Latte Dolce si è isolato in seconda posizione ed è già pronto per affrontare la prossima sfida, ormai imminente, sul campo del Trastevere per l'anticipo del sesto turno. Con umiltà e una mentalità ormai consolidata di squadra che sa quel che vuole e come ottenerlo. «Peccato per il gol subito nel finale contro la Vis, una piccola macchia in un'altra ottima prestazione - commenta Simone Patacchiola -. La squadra sta crescendo, nel gruppo c'è grande feeling e i nuovi si sono subito integrati, contribuendo a creare un mix vincente. Siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda».
C'è soddisfazione per l'avvio di stagione positivo, ma nessuno si illude che la strada sia spianata e soprattutto non si fanno proclami e si sbandierano ambizioni, anche se sono molti i fattori che le rendono evidenti, numeri compresi. «I dodici punti? Costituiscono una buona partenza - sostiene il difensore - ma si sono giocate appena 5 partite e iniziare a sognare non solo è prematuro ma anche pericoloso. Niente calcoli, siamo immersi in un campionato denso di insidie che non consente di abbassare la guardia neppure per un attimo. Cullarsi sulla classifica non fa parte della nostra mentalità, siamo consapevoli che la stagione sarà lunga e difficile per tutti, non ci sono squadre favorite e si dovrà lottare fino all'ultimo minuto».
Anche Patacchiola non è immune dall'entusiasmo di far parte «di un progetto vincente, e anche se sto trovando meno spazio dato l'organico ampio e valido, comprendo la situazione e mi adeguo, felice di dare tutto in campo quando il mister lo richiederà. Perchè il calcio è un gioco di squadra e non di singoli, prima che a sé stessi si deve pensare al bene del gruppo. Io mi sento sempre più sassarese e vorrei restare a lungo in questa città e in questa società».
Dopo la dichiarazione d'amore a Sassari e alla maglia arriva quella più battagliera per la trasferta di domani: «Ogni anno il Trastevere prova a vincere il campionato e anche stavolta è stato allestito per puntare in alto, è una gran bella squadra e sul suo campo è ancora più temibile. Ma noi non ci faremo intimorire e ce la giocheremo alla pari».
C'è soddisfazione per l'avvio di stagione positivo, ma nessuno si illude che la strada sia spianata e soprattutto non si fanno proclami e si sbandierano ambizioni, anche se sono molti i fattori che le rendono evidenti, numeri compresi. «I dodici punti? Costituiscono una buona partenza - sostiene il difensore - ma si sono giocate appena 5 partite e iniziare a sognare non solo è prematuro ma anche pericoloso. Niente calcoli, siamo immersi in un campionato denso di insidie che non consente di abbassare la guardia neppure per un attimo. Cullarsi sulla classifica non fa parte della nostra mentalità, siamo consapevoli che la stagione sarà lunga e difficile per tutti, non ci sono squadre favorite e si dovrà lottare fino all'ultimo minuto».
Anche Patacchiola non è immune dall'entusiasmo di far parte «di un progetto vincente, e anche se sto trovando meno spazio dato l'organico ampio e valido, comprendo la situazione e mi adeguo, felice di dare tutto in campo quando il mister lo richiederà. Perchè il calcio è un gioco di squadra e non di singoli, prima che a sé stessi si deve pensare al bene del gruppo. Io mi sento sempre più sassarese e vorrei restare a lungo in questa città e in questa società».
Dopo la dichiarazione d'amore a Sassari e alla maglia arriva quella più battagliera per la trasferta di domani: «Ogni anno il Trastevere prova a vincere il campionato e anche stavolta è stato allestito per puntare in alto, è una gran bella squadra e sul suo campo è ancora più temibile. Ma noi non ci faremo intimorire e ce la giocheremo alla pari».
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