L’arbitro si mimetizza, il Valledoria protesta
di Giulio Favini
In Promozione la Macomerese aveva la stessa divisa fluo del direttore di gara Nessun reclamo e nessuna sanzione, ma la Figc sarda sta già provvedendo
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VALLEDORIA. E fluo sia, come moda comanda. Di maglie più visibili sui campi di calcio non possono essercene, ed è per questo motivo che la categoria arbitrale da un po’ di anni le ha adottate, da quella fuxia fino al verde-evidenziatore. Il problema sorge però quando anche una delle squadre in campo è fluo, e della stessa identica, spiccicato tonalità verde acido del direttore di gara. E’ capitato domenica scorsa nel campionato di Promozione, nel match fra i rossoblù del Valledoria e i biancorossi della Macomerese che hanno sfoggiato la loro divisa più trendy.
Al Valledoria sono rimasti perplessi, ma si sono dovuti adeguare. La terna guidata dall’olbiese Bagnolo – a parte l’unica differenza dei calzettoni, neri per i calciatori e perfettamente in tinta per gli ufficiali di gara –, durante l’intervallo ha infatti spiegato di non poter cambiare divisa: la categoria arbitrale a livello nazionale ha uno sponsor e lo sponsor ha scelto quel colore, e mentre in serie A e B gli arbitri hanno un guardaroba a più tinte, a livello di Promozione questo non accade. Si è giocato ugualmente, e il Valledoria nonostante abbia creato più occasioni si è dovuto arrendere per 2-1.
Il presidente della società di casa, Danilo Stangoni –, non ha mancato di esprimere la sua perplessità: «Ritengo che la terna avrebbe dovuto cambiare divisa - ha affermato a fine gara –. La partita è stata condizionata da questo aspetto e in diverse occasioni i nostri sono andati a scontrarsi con l'arbitro credendo si trattasse di un avversario». Anche l'effetto ottico è andato contro il Valledoria, dato che sembrava che gli ospiti fossero in dodici, mentre dalle tribune si faceva ancor più fatica a distinguere il mimetizzato direttore di gara. Ma la società rossoblù non ha presentato ricorso e domani nel comunicato ufficiale non ci saranno provvedimenti. Il regolamento peraltro non contempla questa situazione, e specifica che in caso di maglie simili a quella dell’avversario sono i padroni di casa a doverla cambiare. Ma l’episodio di Valledoria – e della Macomerese –, non dev’essere l’unico capitato a livello nazionale, tanto che la Figc da Roma ha chiesto anche al comitato sardo di specificare quante società che rientrano nella sua giurisdizione hanno dichiarato di indossare, fra le maglie ufficiali, quella verde fluo oggetto di contestazione. Adeguamenti in vista, dunque, e in ogni caso i prossimi avversari della Macomerese ora sono informati.
Al Valledoria sono rimasti perplessi, ma si sono dovuti adeguare. La terna guidata dall’olbiese Bagnolo – a parte l’unica differenza dei calzettoni, neri per i calciatori e perfettamente in tinta per gli ufficiali di gara –, durante l’intervallo ha infatti spiegato di non poter cambiare divisa: la categoria arbitrale a livello nazionale ha uno sponsor e lo sponsor ha scelto quel colore, e mentre in serie A e B gli arbitri hanno un guardaroba a più tinte, a livello di Promozione questo non accade. Si è giocato ugualmente, e il Valledoria nonostante abbia creato più occasioni si è dovuto arrendere per 2-1.
Il presidente della società di casa, Danilo Stangoni –, non ha mancato di esprimere la sua perplessità: «Ritengo che la terna avrebbe dovuto cambiare divisa - ha affermato a fine gara –. La partita è stata condizionata da questo aspetto e in diverse occasioni i nostri sono andati a scontrarsi con l'arbitro credendo si trattasse di un avversario». Anche l'effetto ottico è andato contro il Valledoria, dato che sembrava che gli ospiti fossero in dodici, mentre dalle tribune si faceva ancor più fatica a distinguere il mimetizzato direttore di gara. Ma la società rossoblù non ha presentato ricorso e domani nel comunicato ufficiale non ci saranno provvedimenti. Il regolamento peraltro non contempla questa situazione, e specifica che in caso di maglie simili a quella dell’avversario sono i padroni di casa a doverla cambiare. Ma l’episodio di Valledoria – e della Macomerese –, non dev’essere l’unico capitato a livello nazionale, tanto che la Figc da Roma ha chiesto anche al comitato sardo di specificare quante società che rientrano nella sua giurisdizione hanno dichiarato di indossare, fra le maglie ufficiali, quella verde fluo oggetto di contestazione. Adeguamenti in vista, dunque, e in ogni caso i prossimi avversari della Macomerese ora sono informati.
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