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Troppo buio, i rigori... un’altra volta

di Francesco Pirisi
Troppo buio, i rigori... un’altra volta

Ai supplementari 2-2 poi l’illuminazione va ko. Incredibile epilogo della finale di Supercoppa fra Nuorese e Valledoria

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NUORO. La Supercoppa dei dilettanti rimane nelle mani della Lega. Alla fine infatti vince il buio, che non consente a Nuorese e Valledoria di giocarsi ai rigori il trofeo in palio tra le detentrici delle coppe Italia di Eccellenza e di Promozione. Colpa dell’impianto di illuminazione che ha fatto cilecca. Il tutto tra il disorientamento delle due squadre e l’insofferenza del pubblico.

Le squadre dopo 120’ erano ancora ferme sul pari (2 a 2). Trofeo dunque da assegnare ai rigori. Ma bisognava fare i conti con le luci delle quattro torri dello stadio, che sono rimaste spente. E l’arbitro, sostenuto dal delegato della federazione, ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per batterli. «Secondo le regole si deve ripartire da dove è stata sospesa la gara, e cioé a un minuto dalla fine del secondo tempo supplementare. Anche su un altro campo, magari. Ma ad avere l’ultima parola ora sarà il giudice sportivo regionale, esaminato il referto arbitrale», spiega Gianni Cadoni, presidente regionale della Federcalcio.

Ieri il colpo di scena è stato prima di tutto per i manutentori del “Frogheri”. Hanno raggiunto la cabina, premuto i pulsanti, ma senza che questi dessero segni di vita. Sul campo, intanto, il grigiore di una giornata invernale diventava sempre più scuro, sino a quando anche per i calciatori era difficile vedere palla e compagni. Scontata la scelta dell’arbitro Manis di Oristano, di mandare tutti negli spogliatoi e senza che nessuna delle contendenti avesse superato l’avversaria.

Il disappunto del club di via Aosta, nelle parole del presidente Maurizio Soddu: «Non è certo l’epilogo a cui avevamo pensato. Ci dispiace soprattutto per i tifosi e per gli stessi giocatori, di entrambe le squadre che hanno dato vita a una gara combattuta, all’insegna della sportività». Poi il patron verdazzurro, passa a ricordare i momenti fatidici di questa sfida rimasta a metà, per colpa di un impianto elettrico difettoso: «Ci siamo attivati subito, anche se non eravamo preparati all’eventualità. Ma per i manutentori non c’è stato verso di fare accendere le luci. Credo che dipenda dai danni causati dalle piogge di quest’autunno».

L’unico motivo di serenità sta nel fatto che l’incidente non comporterà conseguenze sportive o disciplinare per la società. Lo spiega lo stesso Soddu: «Il regolamento sugli impianti che riguarda il campionato di Eccellenza, non comporta l’obbligo di avere nel campo i riflettori e, tanto più, che siano in regola. Tra l’altro la gara era organizzata dalla Figc regionale, che ci ha chiesto di mettere a disposizione il campo “Frogheri”». Il vecchio Comunale comunque le torri con i riflettori ce le ha da alcuni decenni. Spesso si è illuminato a giorno per accogliere amichevoli di rango, a iniziare da quelle con il Cagliari. Appuntamenti sporadici. Cosicché il campo e l’impianto di illuminazione hanno potuto vivere serenamente quella condizione di stagnazione che dura dal momento in cui anche il Comune ha finito di dedicargli attenzioni.

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