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Anche Raimond e Verdeazzurro alle prese con il coronavirus

CAGLIARI. Il coronavirus fa paura anche alla pallamano. Le squadre isolane, impegnate nei campionati di serie A, si ritrovano nel bel mezzo del guado perché giocano nei gironi dove ci sono le regioni...

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CAGLIARI. Il coronavirus fa paura anche alla pallamano. Le squadre isolane, impegnate nei campionati di serie A, si ritrovano nel bel mezzo del guado perché giocano nei gironi dove ci sono le regioni con le maggiori restrizioni, cioè Lombardia, Veneto, ed Emilia Romagna.

Nella serie A maschile, sabato scorso sono state rinviate 4 partite su 7, mentre questa settimana alcune verranno giocate a porte chiuse, almeno un paio rinviate, altre invece si disputeranno regolarmente. «Inutile fare polemiche, è una fase dove tutti dobbiamo stringere i denti – dice Andrea Giordo, ds della Raimond Sassari che in questa fase si sta giocando i playoff scudetto –. Noi sabato scorso dovevamo giocare con Trieste, adesso ci ritroviamo con il recupero proprio in mezzo a due partite fondamentali (Brizen e Pressano) del nostro campionato, non avendo un roster lungo la possiamo pagare cara, ma non ci lamentiamo». Sabato prossimo la Raimond sarà impegnata invece sul campo dell’ex capolista Siena e si giocherà a porte aperte. «Per noi sarà dura riprende il ritmo dopo due settimane di stop, mentre loro non si sono fermati per niente avendo fatto la finale di Coppa Italia e sabato scorso una dura trasferta, quindi non so chi avrà più vantaggio».

Anche il tecnico della VerdeAzzurro Patrizia Canu è disorientata. «Noi giochiamo sabato al PalaSantoru con il Parma e per adesso dovrebbe essere a porte aperte, anche se le cose possono cambiare con uno schiocco di dita. Ci hanno cancellato delle gare che non sappiamo quando si potranno recuperare perché non ci sono date utili. Certo è che noi siamo abituati come squadra a sopravvivere a tutto, i disagi sono più importanti per quelle squadre che devono fare 50 chilometri per spostarsi».

Sergio Masia

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