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A rischio le World Series in programma a Cagliari

A rischio le World Series in programma a Cagliari

CAGLIARI. A poco più di quaranta giorni dalla prima tappa delle World Series, le regate di avvicinamento alla Coppa America, c'è calma piatta a Cagliari, soprattutto nei moli del porto della via Roma,...

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CAGLIARI. A poco più di quaranta giorni dalla prima tappa delle World Series, le regate di avvicinamento alla Coppa America, c'è calma piatta a Cagliari, soprattutto nei moli del porto della via Roma, in quello Sabaudo, quartier generale del Team inglese di Ineos Uk, e Ichnusa, base logistica di Luna Rossa, la barca italiana che ha lanciato la sfida alla 36ma edizione dell'America's cup, in programma nel 2021 a Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche se non è paragonabile agli stadi senza pubblico, si respira un’aria un po’ irreale al porto dove sul pennone della base di Prada Pirelli sventola il tricolore, grazie anche il maestrale che rende il cielo più terso. È palpabile, oltre alla paura del coronavirus, anche l'incertezza e la preoccupazione, soprattutto dopo la nuova stretta del governo, che lunedì sera ha dichiarato tutta l'Italia zona protetta, al di là delle zone rosse, fermando tutte le attività sportive a livello nazionale con l'invito di stare tutti a casa.

Misure restrittive che tutti i cittadini devono rispettare e adeguarsi anche all'interno del villaggio biancorosso di Luna Rossa dove tuttavia si lavora ogni giorno con le dovute precauzioni e si va avanti per prepararsi all'America's Cup World Series, previste dal 23 al 26 aprile nel Golfo degli angeli. Ma, considerata l'epidemia di coronavirus in Italia, la competizione è a rischio e potrebbe essere rinviata, come ha dichiarato recentemente lo skipper di American Magic (l'altra barca che dovrebbe partecipare alla World Series nel prossimo aprile insieme a Luna Rossa, Ineos Uk e al defender New Zealand), Dean Barker, al principale quotidiano neozelandese, il New Zealand Herald.

Intanto, l'AC75, il monoscafo volante del team di Luna Rossa guidato dallo skipper Max Sirena ieri non ha preso il mare per i consueti allenamenti: è rimasto protetto nell' hangar quasi che volesse tutelarsi dal contagio del virus. E' uscito invece Britannia, l'imbarcazione di Ineos Uk che, grazie ai foil, si è sollevata a pelo d'acqua e ha compiuto diversi bordi al largo sfruttando il maestrale, un vento ideale testare lo scafo e per mettere alla frusta l'equipaggio condotto da Ben Ainslie, finora il velista inglese più vincente alle Olimpiadi: quattro medaglie d'oro e una d'argento nelle classi Laser e Finn. Il team britannico è blindato al molo Sabaudo, nello spazio occupato da Luna Rossa nella prima campagna della passata edizione della Coppa America, che si concluse nel 2015 per la barca italiana con il clamoroso ritiro dalla competizione per l'introduzione di nuove misure nel regolamento di gara della competizione. Nel villaggio si lavora intensamente ma si rimane in attesa delle comunicazioni ufficiali da parte del Cor, il comitato organizzatore della Coppa America, che tra oggi e domani potrebbe annunciare importanti decisioni sul futuro delle prossime regate targate World Series.

Sergio Casano

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