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«Torno in Serbia, ma Nuoro non mi perderà»

SASSARI. «Il virus ha cambiato improvvisamente la mia vita». Raccontare così la sua quarantena nell’isola Sandra Radovic, esperto terzino dell’ Handball Club Nuoro, che lunedì scorso ha lasciato il...

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SASSARI. «Il virus ha cambiato improvvisamente la mia vita». Raccontare così la sua quarantena nell’isola Sandra Radovic, esperto terzino dell’ Handball Club Nuoro, che lunedì scorso ha lasciato il capoluogo barbaricino per far ritorno a casa sua , in Serbia.

«Mi mancava la mia famiglia, ma le persone che hanno trascorso con me la quarantena mi hanno fatto sentire a casa. La situazione in Serbia è meno grave dell’Italia, il governo è intervenuto con delle misure tempestive di contenimento ma spero che questo finisca tutto presto».

Sandra Radovic durante il periodo di clausura nuorese ne ha approfittato per allenarsi nel suo appartamento e meditare sul suo futuro, che potrebbe essere ancora con la casacca della società guidata da Roberto Deiana. «Ho ricevuto tante chiamate in questi mesi, sia dall'Italia che dall'estero. Si trattava di offerte lusinghiere da parte di società importanti. Credo, però, che il mio lavoro a Nuoro non sia ancora terminato. La squadra era in crescita, e con il ritorno in panchina di coach Deiana le cose stavano migliorando. Vorrei finire ciò che ho iniziato, e se dovessi tornare in Italia giocherei solo per l'Hac», promette la giocatrice balcanica ai suoi sostenitori, confermando il fatto che in Sardegna ha trovato una situazione speciale sotto molti punti di vista. «Le persone, prima di tutto. E poi un ambiente in cui c'è solo energia positiva. La gente mi ha accettato fin dal primo giorno. A 16 anni ho iniziato a giocare a pallamano da professionista, ho lasciato la casa e ho dovuto cavarmela da sola. Ho conosciuto tante realtà, ma non avevo mai incontrato persone come quelle di Nuoro. Adoro l'Isola: il mare e le spiagge mi fanno sentire meglio».

Sergio Masia

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