lega basket
«A porte chiuse danno da 45 milioni»
Gandini: «Uscita dal professionismo? Iniziamo a parlarne»
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ROMA. L’abbandono del professionismo? Forse è arrivato il momento di parlarne. La pensa così Umberto Gandini, presidente della Lega basket. «Spero che il ministro Spadafora lo valuti – ha detto –. Il basket paga un prezzo elevato a fronte dei pochi vantaggi che riceve dal professionismo».
Ma quando si riprenderà? «Ancora non si può dirlo. Intanto lanciamo un torneo virtuale, analogo a quello della Nba: le buone idee si copiano. La ripresa a porte chiuse sarebbe gestibile solo per un periodo limitato: potremmo usarlo per una Supercoppa con cui celebrare i 50 anni della Lega. Il torneo sarebbe un precampionato centralizzato». Quanto è vicino il sistema al collasso finanziario? «Non è vicino, ma se giocheremo a porte chiuse ci sarà un danno da 45 milioni che imporrà profonde riflessioni – assicura Gandini –. Ma se non interverrà il governo per aiutare chi investe, avremo un enorme problema. Chiediamo che sia riconosciuto un credito d'imposta alle aziende sponsor e che si aiutino le società ad assorbire un danno di vari milioni».
Ma quando si riprenderà? «Ancora non si può dirlo. Intanto lanciamo un torneo virtuale, analogo a quello della Nba: le buone idee si copiano. La ripresa a porte chiuse sarebbe gestibile solo per un periodo limitato: potremmo usarlo per una Supercoppa con cui celebrare i 50 anni della Lega. Il torneo sarebbe un precampionato centralizzato». Quanto è vicino il sistema al collasso finanziario? «Non è vicino, ma se giocheremo a porte chiuse ci sarà un danno da 45 milioni che imporrà profonde riflessioni – assicura Gandini –. Ma se non interverrà il governo per aiutare chi investe, avremo un enorme problema. Chiediamo che sia riconosciuto un credito d'imposta alle aziende sponsor e che si aiutino le società ad assorbire un danno di vari milioni».
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