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Il calcio sardo è al tappeto «Difficile che si riparta»

di Roberto Muretto
Il calcio sardo è al tappeto «Difficile che si riparta»

Il presidente della Figc regionale Gianni Cadoni fa il punto della situazione «Aspettiamo le direttive del governo poi prenderemo decisioni straordinarie»

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CAGLIARI. L'esercito dei dilettanti ha voglia di rimettersi in marcia. Ma non ci sono le condizioni sanitarie per farlo. Sono passati più di due mesi da quando il Comitato regionale ha sospeso i campionati e a questo punto per portare a termine la stagione servirebbe un miracolo. Gianni Cadoni è alla guida del calcio in Sardegna e fa il punto della situazione. «Il desiderio della Lega dilettanti era quello di finire i tornei. La nostra idea quando li abbiamo sospesi era farli ripartire il 22 marzo a porte chiuse, ma poi è arrivato il decreto del governo che ha bloccato tutto».

Aspettate i protocolli?

«Sì e dovrebbero arrivare nel giro di qualche giorno. Il Consiglio federale dovrebbe riunirsi in settimana e darà le direttive. Personalmente ho forti dubbi che si torni a giocare. L'aspettato sanitario è fondamentale, è nostro dovere tutelare la salute di tutti i tesserati. La Lega dilettanti convocherà un consiglio straordinario e urgente. Se la decisione sarà quella di sospendere la stagione, in quella circostanza si deciderà tutto, promozioni e retrocessioni comprese».

In Sardegna come andrà?

«Abbiamo disputato due terzi della stagione. In una situazione eccezionale anche lo nostre decisioni lo saranno. In Eccellenza la prima in classifica potrebbe essere ammessa alla serie D, per il resto è tutto da valutare».

Il coronavirus quanto inciderà sul futuro del pallone?

«La Lega dilettanti aspetta disciplinatamente le indicazioni della Commissione scientifica e del governo, sono loro che devono dettare le linee guida. Non si deve dimenticare che Il 95% dei tesserati del calcio sono dilettanti. Se questo esercito si ferma ha bisogno di essere supportato. Il ministro ha detto che lo sport va aiutato. Ora servono a breve atti concreti».

Nell'isola ci saranno ripercussioni sulle iscrizioni ai prossimi campionati?

«Stiamo dimostrando di essere un movimento unito e sono orgoglioso di esserne alla guida. Il calcio sardo beneficerà di un finanziamento della Regione e nei corsi di formazione che faremo, si parlerà di coronavirus, come affrontarlo. Ma anche di come far crescere il calcio qui».

Ma ha avuto notizie di società che non si iscriveranno ai campionati?

«In questi due mesi ho parlato con tantissimi dirigenti. Ho chiesto unità e ricordato che la nostra missione non è solo sportiva ma anche sociale. Nessuno mi ha detto che non si iscriverà la squadra. Le difficoltà ci sono, le supereremo».

Le formazioni sarde della D che cosa devono aspettarsi?

«Se non si riparte l'attuale classifica verrà cristallizzata e le prime dei nove gironi promosse in C. Ma la decisione spetta alla Figc.I ripescaggi dipenderanno da eventuali defezioni. La pandemia ha inciso molto sulle casse dei club».

È in corsa per la presidenza del Coni regionale?

« Amo il calcio, ho preso un impegno con le società sarde e lo manterrò. Poi valuteremo insieme se il percorso è stato positivo. Mi piacerebbe proseguire questa avventura. Tra calcio e Coni scelgo il primo».

Prossimo obiettivo?

«l'assistenza alle società. Se proseguirò il mio impegno ci concentreremo sulle delegazioni provinciali. Tutti dovranno avere un riferimento nel proprio territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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