A 90 minuti dalla salvezza l’Olbia si aggrappa a un gol

La vittoria di misura nell’andata dei playout non garantisce la permanenza in C Ma la Giana Erminio non è più il carrarmato che era prima della sosta per il covid

OLBIA. È gia stato detto che nulla è ancora deciso? Sì, è il leitmotiv delle discussioni tra tifosi a partire dal triplice fischio del Nespoli. Nulla è ancora deciso, solo domani sera si stabilirà il nome ufficiale della squadra che ha meritato di rimanere in serie C e di quella condannata alla retrocessione. Anche se poi, in realtà, l'ultimo salvagente a cui aggrapparsi sarà quello dei ripescaggi. L'Olbia non ha perso il filo del discorso: è questa la miglior notizia per Brevi e i suoi giocatori. I bianchi visti domenica sera, infatti, hanno messo in piedi una prestazione positiva, convincente. I ritmi non potevano essere gli stessi di febbraio e questo è fisiologico. Ma l'Olbia è riuscita a proporsi in maniera dinamica e cercando subito di prendere le redini del gioco. La Giana Erminio, dal canto suo, è parsa più in ritardo di condizione. Difficile trovare un momento della gara più alto di altri, contando l'assenza di azioni veramente pericolose e lampi di gioco brillante. Nel finale la squadra di Gorgonzola ha tentato l'arrembaggio nella metà campo avversaria, ma ne è rimasta in realtà solamente l'intenzione, la retroguardia bianca ha neutralizzato ogni tentativo. Ha pressoché lo stesso tono la valutazione sul play-out di andata fatta da un tifoso eccellente dei bianchi che era presente allo stadio: Tore Zappadu, ex addetto stampa del club e autore di alcune pubblicazioni sulla storia ultracentennale dell'Olbia. Sul suo portale dedicato ai bianchi, scrive come «questi primi 90 minuti hanno detto comunque una prima mezza verità, la Giana è solo la brutta copia di quella prima della sosta, vale a dire quello schiacciasassi che nel girone di ritorno aveva collezionato più punti di tutti, Monza compreso. Di contro l’Olbia, si è calata molto meglio nella sua parte e con questo 1-0 mette nel carniere l’ottavo risultato utile consecutivo, e la quarta vittoria di fila».

Come ricorda anche lo stesso Zappadu nel suo articolo post-partita, la Giana aveva il favore dei pronostici fino al momento del fischio d'inizio. Per il vantaggio della classifica e per il ritmo che stava tenendo prima dello stop forzato, che aveva portato i giocatori di mister Albè a inanellare cinque vittorie: «Prima di questo round era la Giana che aveva nel serbatoio maggiori possibilità, adesso è lei che parte svantaggiata in quanto per salvarsi devo solo vincere, mentre all’Olbia sulla carta basterebbe anche un pareggio per riuscire nell’impresa» continua Zappadu.

È vero anche che i conti servono a poco, forse l'unico neo dei bianchi è non aver tentato il raddoppio visto l'avversario non irresistibile. Ma gran parte del secondo tempo, da una parte e dall'altra, è sembrato un lungo boccheggiare.

Tenendo conto del fattore fisico, è probabile che le valutazioni di Brevi sul prossimo undici titolare non si basino esclusivamente su chi ha messo in campo una migliore prestazione tecnica. Servirà la miglior formazione possibile, che significa anche l'undici capace di correre di più. Per questo, sono pronti a rendersi utili i vari Pitzalis, Biancu o Parigi.

Ragionando sul ritorno del play-out, il vantaggio c'è e non va negato. Ma è minimo, con un altro 1-0 a parti inverse passerebbe la Giana e l'Olbia non ha mai saputo ragionare in termini di gestione del risultato. Una doppia vittoria sarebbe una dimostrazione di forza davvero notevole.

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