Show della Dea, il Cagliari crolla
di Roberto Muretto
Pesante sconfitta dei rossoblù con l’Atalanta. Esordio con gol per Godin, a segno anche Joao
4 MINUTI DI LETTURA
BERGAMO. Se si guarda il risultato e le cinque reti incassate, è facile sentenziare che il Cagliari a Bergamo è affondato. In realtà i rossoblù sono stati a lungo dentro la partita ma nulla hanno potuto contro la qualità dell’Atalanta. Quella di Gasperini in questo momento è una macchina da gol (tredici nelle prime tre partite), una squadra che gioca un calcio stellare, illuminato dalla cometa Papu Gomez, un fuoriclasse che non teme contromisure tattiche, capace di regalare giocate che fanno brillare gli occhi. La formazione isolana ci ha provato, ha reagito, ha giocato a tratti con personalità, ha tentato di riaprire la gara, andandoci molto vicino. Una reazione che rappresenta un segnale positivo in chiave futura. Ma quando ti trovi di fronte un avversario che ha molte più “armi” (soprattutto tecniche) di te, sei costretto ad arrenderti. Non ad alzare bandiera bianca, perchè questo non è successo, ma a prendere atto che i nerazzurri in questo momento sono di un altro pianeta e hanno le potenzialità per sognare il primo scudetto della loro storia.
Esordio agrodolce. Godin ha fatto gol alla sua maniera: di testa. Ha subito timbrato il cartellino. Ma è una gioia solo personale. L’uruguaiano non può essere contento per come è andata la partita. Lui ha fatto il suo dovere (forse in occasione del gol di Zapata poteva fare meglio), dimostrando che potrà dare un contributo importante alla causa. Ha guidato la difesa con autorità, spesso ha messo una pezza agli errori fatto in uscita dai centrocampisti che hanno perso tanti palloni in modo banale, innescando le ripartenze degli orobici. Quando si sarà inserito meglio nei meccanismi della squadra, diventerà una pedina fondamentale dello scacchiere.
Modulo. Di Francesco ha preso atto di non avere gli uomini adatti per giocare col tridente ed ha deciso di cambiare. Ieri ha schierato la squadra col 4-4-2, avvicinando Joao Pedro (seconda punta) alla porta, affiancando Rog a Marin in mezzo al campo, spostando Nandez esterno a sinistra. Il tecnico ha dato fiducia a Zappa, un terzino destro di ruolo, che non ha sfigurato anche se ha accusato diverse amnesie nella fase difensiva. Una soluzione interessante che sicuramente verrà riproposta in futuro, ma molto dipenderà dal mercato che si chiude oggi. La gara di ieri ha confermato le difficoltà di Marin ad adattarsi al calcio italiano. Deve imparare ad essere meno compassato e più rapido nelle giocate. Non c’è il tempo per ragionare contro avversari che ti pressano, la velocità di pensiero fa la differenza. Non è un caso che i due gol del Cagliari sono arrivati quando la palla è circolata rapidamente, aprendo una difesa apparsa non impenetrabile.
I gol. Il primo lo ha segnato Muriel, tenuto in gioco di qualche centimetro da Lykogiannis. C’è voluto il conforto del Var prima di convalidarlo. Poi è arrivato il pari di Godin (colpo di testa su calcio d’angolo). A questo punto si è scatenato il Papu che ha riportato avanti i suoi con un gol capolavoro (pallone a girare che si insacca a fil di palo). La terza rete è da incorniciare: azione avviata da Gomez, proseguita da Gosens e finalizzata da Pasalic. Prima del riposo ancora una rete, quella di Zapata, dove ha qualche responsabilità Cragno e l’unica nella quale Godin non è sembrato impeccabile.
Reazione. Una squadra che torna negli spogliatoi con quattro gol sul groppone potrebbe sbracare. Invece il Cagliari è rientrato in campo con la giusta mentalità ed ha fatto capire che ci avrebbe provato. In effetti il gol di Joao Pedro (assist di Lykogiannis), il primo della stagione è stato un chiaro segnale. E se Simeone avesse sfruttato meglio un’altra occasione poco dopo, forse all’Atalanta qualche problema in più sarebbe stato creato. Normale che i nerazzurri hanno trovato più spazi, hanno sfiorato più volte la rete (realizzando il quinto gol con Lammers) e Cragno ha evitato che la baracca crollasse. Così come i cambi fatti in corsa da Di Francesco sono serviti a poco. Ma da Bergamo i rossoblù tornano con la convinzione di poter migliorare, sperando che oggi dal mercato arrivino quei rinforzi che servono per colmare le lacune. In primis Nainggolan, con lui il salto di qualità sarebbe assicurato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Esordio agrodolce. Godin ha fatto gol alla sua maniera: di testa. Ha subito timbrato il cartellino. Ma è una gioia solo personale. L’uruguaiano non può essere contento per come è andata la partita. Lui ha fatto il suo dovere (forse in occasione del gol di Zapata poteva fare meglio), dimostrando che potrà dare un contributo importante alla causa. Ha guidato la difesa con autorità, spesso ha messo una pezza agli errori fatto in uscita dai centrocampisti che hanno perso tanti palloni in modo banale, innescando le ripartenze degli orobici. Quando si sarà inserito meglio nei meccanismi della squadra, diventerà una pedina fondamentale dello scacchiere.
Modulo. Di Francesco ha preso atto di non avere gli uomini adatti per giocare col tridente ed ha deciso di cambiare. Ieri ha schierato la squadra col 4-4-2, avvicinando Joao Pedro (seconda punta) alla porta, affiancando Rog a Marin in mezzo al campo, spostando Nandez esterno a sinistra. Il tecnico ha dato fiducia a Zappa, un terzino destro di ruolo, che non ha sfigurato anche se ha accusato diverse amnesie nella fase difensiva. Una soluzione interessante che sicuramente verrà riproposta in futuro, ma molto dipenderà dal mercato che si chiude oggi. La gara di ieri ha confermato le difficoltà di Marin ad adattarsi al calcio italiano. Deve imparare ad essere meno compassato e più rapido nelle giocate. Non c’è il tempo per ragionare contro avversari che ti pressano, la velocità di pensiero fa la differenza. Non è un caso che i due gol del Cagliari sono arrivati quando la palla è circolata rapidamente, aprendo una difesa apparsa non impenetrabile.
I gol. Il primo lo ha segnato Muriel, tenuto in gioco di qualche centimetro da Lykogiannis. C’è voluto il conforto del Var prima di convalidarlo. Poi è arrivato il pari di Godin (colpo di testa su calcio d’angolo). A questo punto si è scatenato il Papu che ha riportato avanti i suoi con un gol capolavoro (pallone a girare che si insacca a fil di palo). La terza rete è da incorniciare: azione avviata da Gomez, proseguita da Gosens e finalizzata da Pasalic. Prima del riposo ancora una rete, quella di Zapata, dove ha qualche responsabilità Cragno e l’unica nella quale Godin non è sembrato impeccabile.
Reazione. Una squadra che torna negli spogliatoi con quattro gol sul groppone potrebbe sbracare. Invece il Cagliari è rientrato in campo con la giusta mentalità ed ha fatto capire che ci avrebbe provato. In effetti il gol di Joao Pedro (assist di Lykogiannis), il primo della stagione è stato un chiaro segnale. E se Simeone avesse sfruttato meglio un’altra occasione poco dopo, forse all’Atalanta qualche problema in più sarebbe stato creato. Normale che i nerazzurri hanno trovato più spazi, hanno sfiorato più volte la rete (realizzando il quinto gol con Lammers) e Cragno ha evitato che la baracca crollasse. Così come i cambi fatti in corsa da Di Francesco sono serviti a poco. Ma da Bergamo i rossoblù tornano con la convinzione di poter migliorare, sperando che oggi dal mercato arrivino quei rinforzi che servono per colmare le lacune. In primis Nainggolan, con lui il salto di qualità sarebbe assicurato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
