Paraduathlon, tris d’oro per l’isola

Achenza, Cuccuru e Azara conquistano il tricolore ai campionati italiani di Caorle

SASSARI. La Sardegna fa la parte del leone ai campionati italiani di paraduathlon, che sono appena andati in archivio a Caorle, con tutti i tre gli atleti targati Quattro mori che sono saliti sul gradino più alto del podio. Un ottimo auspicio per i campionati nazionali di paratriathlon, in programma sabato a San Benedetto del Tronto. Nella categoria Ptwc vittoria per l’ozierese Giovanni Achenza, membro della nazionale italiana, con la quale ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, e ormai abituato a portarsi a casa il titolo tricolore.

«Dal 2013 ho saltato solo un’edizione nel paraduathlon. Quindi ne ho vinte sei, alle quali si aggiungono le sette del paratriathlon. Ovvio che voglio ripetermi a San Benedetto, mentre per ora l’attività internazionale è ancora in stand by a causa dell’emergenza coronavirus. Sulla carta dovremmo tornare a gareggiare a febbraio dell’anno prossimo in Australia, ma per ora non ci sono certezze, speriamo che le cose migliorino presto».

Ennesimo oro tricolore nella stessa categoria anche per Rita Cuccuru, originaria di Uri ma che vive e lavora a Maranello, tesserata per la Woman Triathlon e anche lei già da tempo parte azzurra. «Sono al quarto titolo di duathlon, sabato a San Benedetto punto a ripetermi per fare poker anche nel triathlon. Anch’io non vedo l’ora di rimettermi in gioco a livello internazionale».

L’ultimo arrivato della pattuglia isolana è invece l’olbiese Nicola Azara, che alla prima partecipazione a livello nazionale si è aggiudicato il titolo nella categoria Pts3. «Dopo undici anni che gareggiavo con buoni risultati nel nuoto. nel 2019 ho deciso di mettermi in gioco anche in questa nuova disciplina, e mi sono tesserato con la Tri Nuoro avendo degli amici che erano già lì. Ovviamente sono molto soddisfatto del risultato che ho ottenuto a Caorle, e sabato prossimo spero di dare il bis. Un pensierino alla nazionale? Sono abbastanza avanti con l’età (classe 1967), ma mi piacerebbe provare a disputare una gara internazionale. Magari senza ambizioni di risultato, ma come dire, almeno per vendere cara la pelle e vedere come va».

Fabio Fresu

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