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Il Porto Torres fa autocritica sulla crisi

Il Porto Torres fa autocritica sulla crisi

Paolo Congiu riflette sul momento nero della squadra: «Ma non tutto è perduto»

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PORTO TORRES. Il momento negativo del Portotorres nelle prime cinque giornate del girone B di Promozione regionale ha purtroppo coinciso con la morte improvvisa del presidente Pietro Madeddu. «Appena terminata la stagione passata – ricorda mister Paolo Congiu – in seguito alle difficoltà dovute al Covid-19 la società proprio grazie all’entusiasmo e la voglia del nostro presidente ha deciso di ripartire. Dopo la mia riconferma come allenatore-giocatore abbiamo deciso di allestire una squadra composta di atleti prevalentemente locali (solo Martini e Ruggiu sono di Sassari), ma soprattutto di provare ad iniziare un nuovo ciclo con un organico composto da 7 giocatori “anziani”, 2 ragazzi del ‘99 e 14 giovani dal 2000 al 2002». Diversi atleti under in rosa, quindi, molti dei quali si stanno affacciando solo ora a questo palcoscenico calcistico, segno evidente che la società sia proiettata sulla valorizzazione e la crescita dei giovani locali.

«Dopo essere partiti molto bene in coppa Italia – aggiunge il tecnico – e dopo aver saltato la prima gara contro il Porto Cervo per Covid, non siamo riusciti a dare continuità ai risultati subendo quattro sconfitte: analizzandole una per una però, solo la partita di Macomer è veramente da dimenticare per come è stata giocata e affrontata, mentre sulle altre tre ci sono stati dei problemi oggettivi. L’unica nota dolente è purtroppo il fatto che nella maggior parte di questi match non siamo riusciti a finire la partita in 11, e anzi in una addirittura in 9, condizionando le stesse gare e anche quelle successive, nelle quali alcuni hanno preso anche 2 giornate di squalifica».

Congiu non si sente comunque di rimproverare nulla ai calciatori perché hanno mostrato attaccamento alla maglia e voglia di migliorarsi sin dal primo giorno di preparazione. «Il problema delle squalifiche deve essere risolto, sopratutto quando capita a giocatori già esperti che devono sempre dare l’esempio e il giusto aiuto ai tanti giovani che abbiamo in rosa. Per il resto credo che ci sia tanto da lavorare e sono molto fiducioso: il campionato è appena cominciato e lavorando sodo il Portotorres si tirerà fuori il prima possibile (Covid permettendo) da questa brutta situazione iniziale».

Gavino Masia

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