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Dolce Danimarca la Dinamo fa tris

di Andrea Sini
Dolce Danimarca la Dinamo fa tris

Bella vittoria dei sassaresi, qualificazione più vicina

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Tre partite, tre vittorie e una seria ipoteca messa sul passaggio del turno. Ma anche un successo molto utile per il morale, dopo due ko di fila in campionato e nel bel mezzo di una trasferta impossibile dal punto di vista logistico. La Dinamo completa il girone d’andata della Champions league vincendo in Danimarca per 84-91 contro un Bakken Bears non certo imbattibile ma tutt’altro che arrendevole. All’orizzonte c’è l’impegno di domenica a mezzogiorno a Cremona, la Vanoli è alle prese con una lunga lista di positività al coronavirus e il match del PalaRadi è al momento in bilico.

Con coach Pozzecco bloccato in hotel da un attacco di gastroenterite, a guidare la squadra dalla panchina c’è Edorardo Casalone, che fa girare tutto il roster ma alla fine opta per rotazioni cortissime, con appena 7 uomini. Non c’è ancora il nuovo acquisto Katic, mentre il discusso Tillman dopo un primo tempo abbastanza raccapricciante, ha infine prodotto qualcosa di buono.

Il Banco parte bello fluido, i danesi però trovano tre triple di fila (2 di Peterson) e dal 4-9 si portano avanti 13-11. I sassaresi sistemano un po’ le cose in difesa, entra Tillman e dalle triple di Kruslin e Bendzius arriva un piccolo break (19-25). Alla prima sirena gli orsi danesi sono rientrati (25-26), poi la Dinamo inizia a far girare la palla e soprattutto a bombardare: Spissu e Bilan fanno centro due volte ciascuno da oltre l’arco e dopo 2’30” Sassari è scappata via, 29-40. Il Banco potrebbe dilagare, perché la difesa tiene, ma dall’altra parte Tillman è un disastro (2/9 al tiro al 15’). Così appena Burnell esce il motore rallenta e il Bakken Bears riapre la partita con le triple di Ongwae e Doiuf. Il timeout di Casalone non funziona e allora i danesi risalgono sino al -3 (43-46), poi un regalo della difesa di casa permette a Bendzius di allungare dalla lunetta, per il 43-49.

Dopo l’intervallo Spissu e compagni restano in controllo ma giocano con un po’ troppa sufficienza, collezionando palle perse a raffica (47-54). Appena il quintetto inizia a “connettersi” la forbice si apre ancora: dall’ottima circolazione di palla arrivano le triple di Kruslin, Spissu e Bendzius, con lo stesso Kruslin che dalla media fa +16 (49-65) a 3’50” da fine periodo. I Bears si affidano a Darboe e a cavallo di terzo e quarto periodo trovano due triple che riaprono i giochi. Sul 63-69 Tillman batte un colpo con 5 punti consecutivi e dà il via al nuovo break, andando poi personalmente a siglare il nuovo +16, 63-79 a 7’40” da fine match. I danesi non si danno per vinti, propongono uno Stephens immarcabile e a 3’30” sono ancora vivi (76-83). Al momento del dunque, i Bears commettono un paio di ingenuità di troppo e la Dinamo azzanna con Bilan e Gentile. Titoli di coda per una partita non certo bella, ma la vittoria (84-91), quella sì, è decisamente pesante.

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