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Per la Dinamo uno schiaffo che servirà

di Andrea Sini
Per la Dinamo uno schiaffo che servirà

La batosta di mercoledì è figlia di un calo mentale improvviso. Domenica c’è Milano, che ieri ha vinto in casa dell’Efes 

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SASSARI. Il viso ancora paonazzo per lo schiaffo danese, il pericolo imminente di una sfida complicatissima da affrontare nel modo giusto. E, in mezzo, i tanti punti interrogativi spuntati improvvisamente al termine di una prestazione abbastanza inspiegabile. La Dinamo al completo fa tappa a Bitti per portare la propria solidarietà dopo l’alluvione, trova il modo di distrarsi ma da oggi il gruppo guidato da Gianmarco Pozzecco dovrà iniziare a mettere a fuoco la trasferta di domenica in casa dell’Olimpia Milano.

Scorie europee. Disarmata e disarmante, scarica e arrendevole. A due settimane dalla grande impresa della Segafredo Arena, la Dinamo ha “galleggiato” domenica contro Treviso, riuscendo comunque a portare a casa il risultato, per poi venire investita in pieno da un momento di “down” completo sul quale è possibile azzardare solo qualche ipotesi. La stanchezza, con i due impegni ravvicinati, può avere inciso ma non certo in maniera sostanziale, visto il calendario rarefatto di questa stagione. Il problema è sembrato soprattutto mentale: l’impegno di certo non è stato preso sotto gamba, altrimenti non ci sarebbe stato da parte di Bendzius e compagni quell’avvio scoppiettante. Ma da un certo momento in poi l’intera squadra ha come tirato i remi in barca, incapace di reagire alle sfuriate avversarie e completamente priva di mordente. L’altra valutazione da fare riguarda gli equilibri di squadra, che con il roster nuovamente al completo dopo tanto tempo, sono stati in qualche modo sconvolti. Sembrerebbe proprio questo il punto sul quale Pozzecco e il suo staff dovranno lavorare nelle prossime settimane.

Verso Milano. Al di là di qualche problema che evidentemente c’è (Tillman sempre più involuto, Kruslin nel complesso deludente e Katic ancora da inserire negli ingranaggi), la batosta di mercoledì va presa come un (brutto) incidente di percorso. Che di certo complica le cose in ottica qualificazione ai playoff di Champions league, ma nei fatti non la compromette. E che magari porterà a una riflessione ulteriore nello spogliatoio alla viglia della trasferta di Milano. Datome e compagni hanno già avuto la loro “Danimarca” con il ko interno contro Brindisi, ma hanno reagito alla grande vincendo due gare in tre giorni in Turchia: prima contro il Fenerbahce di Dyshawn Pierre, poi ieri sera contro l’Efes di Egin Ataman, socio di Sardara nella Reale Mutua Torino. La squadra di Messina ha vinto 69-72 dopo avere condotto a lungo.

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